Coronavirus e nuove sanzioni. Diritto 4.0

26.03.2020 – 18.33 – Con il nuovo decreto legge n. 19/2020 il governo torna a riscrivere le regole sull’emergenza sanitaria in corso, cercando di riorganizzare i decreti precedenti. È un po’ come quando ti compri il telefonino nuovo: lo paghi, esci, ti volti per dare un’ultima occhiata al negozio e vedi il venditore che sta sistemando in vetrina il nuovo modello. Per i decreti opera un meccanismo simile: hai già finito di leggere quello di lunedì? Bene, perché mercoledì ne è uscito uno nuovo.

Quello che è interessante, è che vengono riscritte le sanzioni per chi viola i vari divieti. Resta gravissima la violazione del “divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora per le persone sottoposte alla misura della quarantena perché risultate positive al virus”. Se ti hanno accertato il contagio, non devi allontanarti dal luogo della quarantena in nessun caso: rischi l’arresto da 3 mesi a 18 mesi, e un’ammenda da 500 a 5.000 euro. Invece, il mancato rispetto delle altre misure di contenimento non è più un reato, ma si viene sanzionati con il pagamento di una somma da euro 400 a euro 3.000. Se la violazione avviene mediante l’utilizzo di un veicolo, le sanzioni sono aumentate fino a un terzo. Se la violazione consiste nel tenere aperto un esercizio commerciale che doveva rimanere chiuso (un negozio, un cinema…), o nello svolgere un’attività che doveva essere sospesa (conferenza, competizione sportiva…) si applica anche la sanzione accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni. Se si ripete la medesima violazione, la multa viene raddoppiata e la sospensione applicata nella misura massima.

E per chi è stato “beccato” con le vecchie regole, che prevedevano delle sanzioni penali? Il decreto si applica anche alle violazioni commesse anteriormente e, pertanto, se la medesima violazione ha cessato di essere un reato, ciò vale anche per il passato. In pratica, chi ha commesso un reato non verrà punito penalmente. Restano solo le sanzioni amministrative ridotte alla metà del minimo.

[g.c.a.][disegno di Bianca Cecovini Amigoni]

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