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venerdì, 12 Agosto 2022

Coronavirus, Dpcm 22 Marzo, la comunicazione ai tempi dell’emergenza

23.3.2020 – 07:00 – In seguito all’insolito annuncio del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, pervenuto negli ultimi minuti della serata di Sabato 21, e alla discussione perdurata per tutta la giornata di ieri, circa la bozza del decreto che sancisce quali sono le attività da considerarsi essenziali (che possono restare aperte fino al 3 Aprile), nella serata di ieri è giunta, finalmente, la firma del Premier. A partire da oggi, Lunedì 23 Marzo 2020, molte aziende non hanno più alzato i battenti, altre, invece, hanno avviato il processo per arrestare le proprie attività produttive e i relativi macchinari.

A seguire pubblichiamo l’elenco della attività produttive ritenute essenziali direttamente dall’allegato diffuso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri: CLICCA QUI: Attività Essenziali.pdf

Nonostante la chiarezza del documento, (chiarezza che possiamo constatare solo dalla serata di ieri), al termine della diretta Facebook di Sabato 21, nessuno di quelli che avevano seguito lo streaming aveva compreso le reali conseguenze dell’entrata in vigore degli aggiornamenti al decreto. Non si è capita nemmeno la scelta di un canale, così inconsueto, come la diretta Facebook, per fare un annuncio di tale caratura.

Va dato atto alla Presidenza del Consiglio che la propria presenza sui social sia una delle vie più moderne, immediate e al passo coi tempi per raggiungere in breve tempo un gran numero di cittadini e osservatori ma, ad un governo, non viene chiesto di essere alla moda bensì di essere vicino al cittadino, con scelte condivisibili, razionali e soprattutto esposte in una lingua italiana che sia chiara e schietta, che spieghi ampiamente il pianoredatto per affrontare l’emergenza, lasciando poco spazio alle frasi e ai codici della varietà linguistica burocratese.

Considerando che la nostra nazione è una delle più anziane d’Europa, è facile immaginare che molti cittadini, in particolar modo gli over 70 (privi di smartphone e profili social), siano rimasti esclusi dalla notizia; un aspetto grave per una Nazione, che non può trovare attenuanti con la scelta governativa di lasciare aperti edicole e giornalai, per non interrompere la diffusione di notizie e informazioni.

Ma se c’è una cosa di cui proprio non si è compreso il senso, è stata l’utilità di una diretta Facebook, in tarda serata, per avvisare dell’arrivo di un nuovo eventuale decreto per inasprire il precedente ”lockdown”, entrato in vigore negli scorsi giorni. Perchè mettere in allarme industriali e imprenditori senza tuttavia annunciare nulla di nuovo? E’ forse questa la trasparenza di cui la popolazione ha bisogno di ricevere, da parte delle istituzioni, in un periodo di così grande e inaudita difficoltà?

 

 

 

 

 

 

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