28.3.2020 – 14:00 – In attesa che nel nostro paese l’emergenza Coronavirus raggiunga il picco, stanno proliferando a macchia d’olio, le speculazioni su diversi prodotti alimentari presenti nei supermercati; soprattutto materie prime come zucchero, sale, uova e farina, (divenute introvabili in alcune regioni) ma anche frutta e verdura che, in alcuni casi, hanno visto duplicare il normale prezzo di listino. Rincari che, nonostante la gravità della situazione economica italiana non sono giustificabili in alcun modo, non essendosi verificate nè particolari riduzioni della produzione alimentare né tanto meno eventi climatici avversi che hanno influito sulla quantità dei raccolti e la relativa reperibilità dei prodotti della terra.
Di conseguenza, stanno scattando senza remore le segnalazioni della clientela che denunciano i sensibili ritocchi dei prezzi ai NAS e al CODACONS. Rispetto al primo Marzo 2020, il record del rincaro spetta ai cavolfiori, i quali, sul mercato all’ingrosso, hanno subito un esponenziale aumento del +233%. Raddoppiato, invece, il prezzo delle carote, passato da 0,40 a 0,80 Euro al chilo, mentre, per zucchine e broccoli, i rincari hanno superato l’80%. Più contenuti, invece, i ‘’ritocchini’’ sui prezzi della frutta. Al momento i rincari più sensibili si sono registrati sui prezzi delle arance, +44,4%. Rincari ‘’da rapina’’, invece, si sono verificati sul web, dove un venditore privato è riuscito a piazzare nel ‘’magico’’ mondo dell’E-Commerce, un chilo di pasta a 12 euro al chilogrammo.
Il commento del presidente del Codacons Carlo Rienzi:
‘’Abbiamo deciso di coinvolgere i NAS dell’Arma dei Carabinieri affinché avviino controlli ed ispezioni presso mercati e supermercati di tutta Italia, volti ad accertare e punire qualsiasi speculazione sulle tasche dei consumatori italiani. Nei confronti del venditore che sul web ha proposto 1 Kg di pasta a 12 euro, abbiamo presentato una denuncia alla Polizia Postale e alla Guardia di Finanza, con la richiesta di oscurare la pagina del venditore e accertare le responsabilità di Amazon’’. Si è espresso così il presidente del CODACONS, Carlo Rienzi. ”Chi dovesse essere colto a compiere manovre speculative su merci alimentari, può essere punito con pene fino a 3 anni di carcere e un’ammenda da 25.000 Euro” – ha concluso.
Il caso:
Proprio in questi giorni, il celebre consorzio dei supermercati ‘’Conad’’ ha deciso di procedere alla risoluzione della licenza d’uso del marchio circa un punto vendita di Favria, nel torinese, a seguito della mancata applicazione del piano promozionale e delle politiche commerciali definite dal consorzio. L’azienda, ha dichiarato di voler procedere in tempi rapidi al cambio della gestione del punto di vendita, con il fine di scongiurare sconvenienti danni di immagine. Nei giorni scorsi, in seguito ad un blitz della Guardia di Finanza, il titolare era stato denunciato per speculazione sui prodotti ‘’in offerta’’, i quali avevano subito un incremento del prezzo del 200%.
La reazione delle catene:
Visto il fenomeno speculativo messo in pratica dai titolari dei supermercati, le grandi catene storiche della grande distribuzione alimentare italiana hanno deciso di dare il loro contributo per combattere i ‘’furbetti’’, tutelandosi preventivamente con i propri consumatori. Nella giornata di ieri, infatti, la ”Coop”, ha comunicato di aver congelato i prezzi di 18.000 prodotti presenti sui propri scaffali almeno per i prossimi due mesi. Saranno interessati tutti i prodotti confezionati sia a marchio Coop che di tutte le altre marche. Una sorta di misura preventiva e una garanzia che Coop ha voluto sottoscrivere a vantaggio dei propri soci e consumatori, ma anche a tutela dei produttori e degli allevatori italiani nel momento eccezionale che stiamo vivendo.


