24.03.2020-08.30- Ieri pomeriggio il cantante Miguel Bosè ha comunicato tramite i social che sua madre, la grande diva del cinema Lucia Bosè, è venuta a mancare all’età di 89 anni. Il decesso è avvenuto a Segovia in Spagna, dovuto a complicanze in seguito ad una polmonite. L’attrice, nata a Milano nel 1931 con il nome di Lucia Borloni, viene scoperta dietro il bancone di una pasticceria dal regista Luchino Visconti. Dal primo momento inizia a farsi notare, diventando reginetta di Miss Italia nel 1947. Poi, un percorso tutto in ascesa. Naturale e bellissima, il debutto sul grande schermo avviene nel 1950 con “Non c’è pace tra gli ulivi” di Giuseppe De Santis. Nello stesso anno lavora con Michelangelo Antonioni che la vuole protagonista in “Cronaca di un amore” accanto a Massimo Girotti, seguito tre anni dopo da “La signora senza camelie”. Molto importante anche “Gli sbandati” di Francesco Maselli del 1955. Questi sono solo alcuni dei suoi tanti film d’autore, ai quali seguono anche commedie rosa e film comici con Walter Chiari, uno dei suoi amori prima del matrimonio col torero spagnolo Luis Miguel Dominguin nel 1955. Il matrimonio la porta ad un ritiro temporaneo e ad avere tre figli, uno dei quali proprio il futuro cantante e attore Miguel Bosè (pseudonimo di Luis Miguel González Dominguin).
Con la separazione, nel 1968, riprende a girare con Fellini in “Satyricon”, poi con Faena, Bolognini e Ferzan Ozpetek, il quale dice di lei: ” L’ho amata da quando amo il cinema, conosco tutti i suoi film a memoria. (…) Credeva negli angeli, diceva che ci seguono ovunque”. Appare anche nella serie televisiva “Capri” e nel 2017 riceve il “Wilde Vip European Award” per l’arte e la cultura, onorificenza conferita dalla Dreams Entertainment con l’Osservatorio Parlamentare Europeo.
È nel 2000, però, che Lucia Bosè riesce a realizzare un suo sogno di gioventù che le sta particolarmente a cuore: crea, in un vecchio mulino acquistato nella città di Turégano in Spagna, il primo Museo degli Angeli assieme alla figlia Paola Dominguin, direttrice del museo. All’interno sono raccolte cinquanta rappresentazioni a tema angelico provenienti da ogni parte del mondo. “Insieme ai miei tre figli” dice “e’ la cosa più bella che sono stata capace di fare nella mia vita”.
Michela Porta




