I pericoli della ghiaia e del “nesso causale”. Il Diritto 4.0

04.02.2020 -19.30 – In una causa in tribunale, una delle cose più difficili da dimostrare è il “nesso causale”. Cos’è? È quel legame che unisce un atto alle sue conseguenze. Faccio un esempio: se spingo un bicchiere di vetro oltre il bordo del tavolo, il bicchiere cade e si rompe colpendo il pavimento. La rottura del bicchiere è la conseguenza di un atto. Quale atto? L’atto di spingere il bicchiere oltre il bordo del tavolo. Dunque, c’è un nesso tra la rottura del bicchiere e la spinta: l’evento “rottura” discende dall’atto “spinta”. Se individuo il “nesso causale”, posso individuare il colpevole del danno. Facile, no? No, non è facile. Infatti, è vero che ho colpito il bicchiere, ma non l’ho fatto apposta; dunque, è colpa mia? Dirò di più. Ho colpito il bicchiere e non l’ho fatto apposta, ma non perché sono sbadato, ma perché mi hanno spinto: sono io il responsabile? Eppoi, il bicchiere non si è rotto perché l’ho spinto, ma si è rotto perché ha colpito il pavimento: cosa c’entro io? Ma non ho finito. Nessuno mi ha visto spingere il bicchiere: come può qualcuno sostenere che io l’abbia fatto?

Evitiamo di rompere i bicchieri e guidiamo lungo le strade del Molise, fino a quando la macchina perde aderenza con l’asfalto e finiamo fuori strada. L’autovettura cozza contro un muretto e si danneggia. Scendo dalla macchina, ma ci sono solo io. Apparentemente, ho fatto tutto da solo… ma il fondo stradale è sconnesso e, a guardarlo meglio, noto “la presenza di pietrisco e brecciame sulla sede stradale”. Dunque, non è colpa mia! Se la vettura ha sbandato schiantandosi, è a causa della scarsa manutenzione stradale. Così la pensa la sventurata guidatrice che fa causa alla Provincia e perde in primo grado, perde in appello e giunge infine davanti alla Corte di Cassazione, dove si sente ripetere che, per chiedere il risarcimento dei danni, doveva dimostrare il “nesso di causalità”. Quel nesso? Quello che deve unire “le lamentate condizioni del manto stradale” e “l’uscita dell’auto dalla sede stradale”. È stato dimostrato che la vettura è uscita di strada quale conseguenza della mancata manutenzione della strada? Purtroppo, no. Anzi, si legge nella sentenza che “la circostanza che la ghiaia ed il pietrisco fossero confusi con il manto stradale lascia ragionevolmente ritenere che si trattasse di elementi di ridotte dimensioni, tali da non essere in grado di causare l’uscita dell’auto dalla sede stradale”. Dunque, nessun nesso causale. Il fatto rimane, ma non è una conseguenza della ghiaia. La Provincia non è responsabile di mancata manutenzione e la guidatrice si tiene i danni e le spese del giudizio. (Corte di Cassazione, sentenza n. 21753/19)

[g.c.a.]

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