UE, Lizzi (Lega): “Commissione conferma concorrenza sleale Germania sulla formaldeide”

07.02.2020 – 10.45 – “La Commissione europea è pienamente consapevole che alcuni Stati membri, tra cui la Germania, hanno introdotto requisiti nazionali aggiuntivi per i prodotti da costruzione recanti la marcatura CE”. Lo afferma il Commissario europeo al Mercato Interno, Thierry Breton, confermando il caso di concorrenza sleale nel mercato unico che penalizza l’Italia e nello specifico il settore del Legno e degli Arredi, in risposta all’interrogazione dell’europarlamentare Elena Lizzi (ID, Lega), del 6 novembre, “Armonizzazione europea dei requisiti relativi ai composti organici volatili, COV, per l’industria del legname“.

A far emergere il caso di concorrenza sleale un’interrogazione dell’europarlamentare friulana, secondo cui “l’UE deve far rispettare anche alla Germania i parametri di formaldeide nei pannelli utilizzati nell’arredamento, nelle costruzioni, negli imballaggi e in molti altri settori”.

“Nella risposta fornita dal Commissario Breton –spiega Lizzi- si evidenzia come nel recente documento di lavoro dei servizi della Commissione stessa, sulla valutazione del regolamento UE di settore sia stato segnalato che tali azioni non siano conformi sui prodotti da costruzione e alla giurisprudenza della Corte di giustizia.

Il Commissario Breton ha spiegato come, in linea con la politica in materia di infrazioni, la Commissione abbia portato avanti dialoghi bilaterali con gli Stati membri per dissuaderli dalle pratiche illecite e come gli stessi servizi abbiano informato i portatori di interessi del settore circa la possibilità di contestare tali pratiche dinanzi agli organi giurisdizionali nazionali e proponendosi di fornire assistenza nelle suddette procedure giudiziarie a difesa della linea adottata e accettata dalla Corte di giustizia europea”.

Lizzi spiega come la Commissione abbia formulato un parere circostanziato sull’edizione 2019/1 del modello di disposizione amministrativa sulle norme tecniche di costruzione, recentemente notificata dalla Germania a norma della direttiva UE 2015/1535.

“Nel suddetto parere è stato esplicitamente richiesto alla Germania di modificare il testo del progetto al fine di eliminare gli aspetti sistemici di non conformità ancora presenti nell’edizione in questione”, conclude Lizzi.

[c.s.]

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