Fvg sui libri di scuola, Basso (FdI): “Regione appare come la ‘cenerentola’ d’Italia”.

15.01.2020 – 11.15 – Grazie all’attenzione di insegnanti, genitori e cittadini, è stato scoperto un errore “imperdonabile che denigra la nostra regione, declassandone l’importanza, la storia e la specialità stessa che la caratterizza a livello nazionale”. Così il Consigliere regionale di Fratelli d’Italia Alessandro Basso, raggiunto dalla spiacevole notizia che in alcuni testi scolastici di scuola primaria, ed in particolare nel sussidiario di geografia per le classi quinte “@discipline.it” (La Spiga edizioni, curato da Costa, Doniselli e Taino), adottato in tutta Italia ed anche in molti istituti della regione, nella schedina riassuntiva il Friuli Venezia Giulia appare composto da una sola provincia, quella di Udine, con capoluogo la città di Trieste. Secondo il suddetto testo, il territorio che si estende dalla fascia pedemontana alla laguna prenderebbe il nome di “pianura veneta”, la lingua friulana non si parlerebbe non risultano esistenti le spiagge di Lignano e Grado. “Sono contenute imperdonabili inesattezze e gravi carenze riguardanti storia, usi e costumi del Fvg” continua Basso. “Ad esempio, si parla solo del territorio provinciale di Udine, non sono citate le province di Trieste, Pordenone e Gorizia, né le località balneari o quelle montane della regione, e sul terribile terremoto che colpì il Friuli nel 1976 vengono fornite una serie di informazioni approssimative”.

E le lacune spaziano ovunque, dalle lingue parlate sul territorio (nessun cenno al friulano, riconosciuto come lingua dalla legge 482 del 1999) all’enogastronomia, alla cultura totalmente assente nonostante importanti manifestazioni di rilievo internazionale come Barcolana, Pordenonelegge, Far East Film Festival. Conclude Basso: “Mi unisco alle parole di Daniela Beltrame, a capo dell’Ufficio scolastico regionale, che già in precedenza aveva segnalato rilevanti omissioni circa la storia regionale nella trattazione dei testi scolastici. La nostra realtà e la nostra storia meritano di essere valorizzate e diffuse a livello nazionale attraverso l’istruzione. Fortunatamente il preparato corpo docente sa colmare queste mancanze e rettificare le informazioni sbagliate, ma è inammissibile che continui a diffondersi nel 2020 una tale ignoranza tramite libri di testo”.

[c.s.]

Ultime notizie

Dello stesso autore