Protocolli dei Savi di Sion, storia di un “grande” falso all’Ex Ospedale Militare

10.12.2019 – 14.42 – Oltre cento vent’anni sono passati dalla pubblicazione dei “Protocolli dei Savi di Sion“, una fake news vergata dalla polizia zarista con l’esplicito scopo di giustificare i pogrom in corso contro le comunità ebraiche della Russia d’inizio ‘900. Eppure i Protocolli continuano a essere obbligatoria lettura per i circoli neofascisti e neonazisti, così come ossatura fondamentale del cancerogeno antisemitismo islamico. Un grande falso la cui circolazione via Internet continua a produrre ingenti danni a più di un secolo di distanza.
Una storia quanto mai attuale che sarà argomento della conferenza di questo giovedì 12 dicembre 2019, ore 18, presso la Sala Conferenze dell’ex Ospedale Militare, in Via Fabio Severo 40, a cura della prof.ssa Tullia Catalan dell’Università di Trieste.
Intitolata “La rete mondiale del “complotto giudaico-massonico”: i protocolli dei Savi di Sion”, viene organizzata grazie al Collegio universitario Luciano Fonda di Trieste.

I Protocolli – smascherati come un falso già nei primi anni di pubblicazione – rappresentano il primo, “grande” testo complottista della storia: un falso che incita all’odio verso gli ebrei, accusati di complottare per la conquista del potere mondiale attraverso la manipolazione della finanza e dei mezzi di comunicazione.
La loro fortuna e diffusione in Occidente e su scala mondiale (è uno dei libri più tradotti), giunse nella fase finale della Prima Guerra Mondiale, in seguito alla Dichiarazione Balfour e alla Rivoluzione di Ottobre.
Nonostante le tragedie causate dalla Shoah, i Protocolli continuarono e continuano a riscuotere un ampio successo durante tutto il Novecento e fino ad oggi, giungendo anche in Asia e in Medio Oriente, dove sono diventati una fondamentale fonte di ispirazione antisemita per il fondamentalismo islamico.

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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