16.12.2019 – 13.55 – E’ stata pubblicata da Il Sole 24 Ore la consueta classifica annuale sulla qualità della vita in Italia che quest’anno si presenta con un’edizione ampliata, con 90 indicatori, per celebrare il trentesimo anniversario dell’indagine. Nuovamente al primo posto anche quest’anno la città di Milano, alla quale fanno seguito Bolzano, Trento, Aosta e, quinta in classifica, la città di Trieste che guadagna una posizione rispetto all’anno precedente. Per quanto riguarda le altre città del Friuli Venezia Giulia, Pordenone perde cinque posizioni tornando al tredicesimo posto, dopo essersi posizionata ottava nel 2018; Udine, invece, scesa al ventiquattresimo posto lo scorso anno, risale e si posiziona sedicesima in classifica. Infine, la città di Gorizia esce ufficialmente dalla top ten, scivolando drasticamente al trentaquattresimo posto.
Nello specifico la città di Trieste si posiziona terza per ricchezza e consumi (643,9 punti); seconda invece per ambiente e servizi (629 punti) e per affari e lavoro (662 punti). La città ottiene inoltre un ottimo punteggio anche per cultura e tempo libero, posizionandosi al secondo posto dopo Rimini, ad incidere in particolare su quest’ultimo dato, la densità dell’offerta culturale per cui la città risulta essere terza in classifica (620 punti), l’indice di sportività e la presenza di biblioteche, dove Trieste in entrambi i casi si posiziona in cima al podio. Dal punto di vista occupazionale la città si posiziona quarantesima per il tasso di disoccupazione e trentaquattresima per quella giovanile (dai 15 ai 29 anni); positivo il dato inerente all’imprenditoria giovanile dove la città risulta settima in classifica, nonché terza per la presenza di startup innovative (dopo il primo posto ottenuto nel 2018). Dal punto di vista della parità di genere, sempre in ambito occupazionale, con una bassa percentuale della disparità tra il tasso di disoccupazione maschile e femminile, la città si posiziona anche qui sul podio, ottenendo il secondo posto. Infine, Trieste si posiziona terza per la spesa sociale degli enti locali per abitante (minori, disabili e anziani), ancora terza per l’offerta del trasporto pubblico e quinta per l’utilizzo di quest’ultimo.
Piuttosto negativo invece l’indice giustizia e sicurezza dove la città si posiziona al novantasettesimo posto (su 107): ad incidere particolarmente su questo dato, l’indice di criminalità – totale dei delitti denunciati, (4.032,5 denunce ogni 100mila abitanti), i reati legati agli stupefacenti (sessantasette denunce ogni 100mila abitanti), le truffe e frodi informatiche (577,4 denunce ogni 100mila abitanti) ed infine l’indice di litigiosità, (3.853 cause civili iscritte ogni 100mila abitanti), in cui Trieste si posiziona penultima tra Roma e Milano, rispettivamente ultima e terzultima in classifica. Particolarmente negativo anche il dato su demografia e società dove la città si colloca al novantottesimo posto; ad incidere in particolar modo è soprattutto l’indice di vecchiaia in cui la città si attesta quasi in fondo alla classifica (104° posto) ed il tasso di natalità in cui la città si posiziona invece all’ottantasettesimo posto.
Nello storico riportato da Il Sole 24 Ore che analizza l’andamento delle classifiche dal 1990 ad oggi, viene evidenziato come la città di Trieste sia salita dall’ottava posizione alla quinta nell’arco di questo periodo di tempo, durante il quale la città è stata, inoltre, ben cinque volte sul podio: la sua posizione migliore è stata registrata nel 2005 e nel 2009 con il primo posto, nel 2006 con il secondo, nel 1994 e nel 2001 con il terzo. La peggiore risulta essere quella del 2015 con il trentaquattresimo posto.
Qui la classifica completa.

La premiazione della città di Trieste avvenuta nell’ambito della serata speciale legata alle celebrazioni per il trentennale dell’indagine della “Qualità della Vita” del Sole 24 Ore, a Milano nella sede della testata. A ritirare il premio l’assessore alla Cultura Giorgio Rossi, in foto, assieme al vicedirettore di Il Sole 24 Ore JeanMarie Del Bo.


