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giovedì, 29 Settembre 2022

Gradisca, Serracchiani (PD): “Cara e Cpr contemporaneamente incompatibili con il territorio”

19.12.2019 – 09.45 – L’apertura del Centro di permanenza per il rimpatrio di Gradisca, inaugurato ufficialmente il 16 dicembre, ha suscitato non poche preoccupazioni da parte del Comune isontino che, a causa della compresenza del Cara (Centro Accoglienza per Richiedenti Asilo) e del nuovo Cpr, si è ritrovato ad essere l’unico territorio in tutto il Nord d’Italia a dover gestire due strutture del genere nello stesso centro urbano. “Il sindaco di Gradisca Linda Tomasinsig non deve nuovamente rimanere sola con i suoi concittadini: questo il nostro territorio non può permetterselo, non è giusto.” Ha dichiarato in merito il segretario provinciale del Partito Democratico di Gorizia, Diego Moretti. “L’on. Serracchiani sta correttamente sollecitando i vertici del Viminale a mantenere almeno la promessa del Ministro Minniti che escludeva la compresenza di Cara e nuovo Cpr.” A tal proposito infatti la deputata dem Debora Serracchiani ha confermato di aver esposto al Viminale la situazione in cui versa il Comune di Gradisca “gravato in questo momento da due strutture di accoglienza e detenzione, Cara e Cpr, ormai contemporaneamente incompatibili con il territorio” come dichiarato dalla stessa. “L’interlocuzione con il Ministero dell’Interno ha fatto un passo avanti, nell’incontro avuto con il viceministro Mauri, al quale ho spiegato le pesanti criticità cui è stata sottoposta Gradisca per anni” ha spiegato Serracchiani, a seguito dell’incontro avuto nella serata di martedì a Roma, con il viceministro dell’Interno. “A Mauri ho chiarito che a Gradisca non può essere imposto uno degli unici due Cpr dell’Italia settentrionale, con in più il gravame del Cara, che continua a operare. Al viceministro riconosco di aver ascoltato con particolare attenzione l’illustrazione di una situazione complessa ereditata dalla gestione di Salvini, rispetto alla quale” conclude l’esponente del Partito Democratico “occorre dare un segnale di discontinuità”.

“Ricordiamo le promesse fatte più di un anno fa da Fedriga sull’apertura di un Cpr per provincia e la chiusura del Cara di Gradisca” ha inoltre affermato Moretti, “con Ziberna che si offriva addirittura di ospitare un Cpr a Gorizia. Dopo aver fatto portare per oltre dieci anni un grande peso a un piccolo Comune dovrebbero essere altri a prendersi questa responsabilità. Solo i cittadini di quella zona” puntualizza infine “sanno cosa significa abitare vicino ad un posto dove ci sono le sirene di notte e i tentativi di fuga nei propri campi.” Il Governatore del Friuli Venezia Giulia dichiarava in merito, a giugno dello scorso anno, “È mia intenzione comunicare al Governo che il Friuli Venezia Giulia è disponibile a farsi carico di alcune strutture di identificazione e rimpatrio, quelli che al momento sono definiti Cpr, a fronte della cancellazione di tutto il resto dell’accoglienza diffusa, in primis dei Cara.” Più recentemente, inoltre, a seguito dell’apertura del Cpr, Fedriga ha ribadito l’auspicio che “il nuovo Governo prosegua lungo la strada tracciata dalla Regione con l’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini, ovvero una graduale riduzione degli ospiti del Cara volta alla sua chiusura. Ho assicurato al sindaco di Gradisca che l’obiettivo della Regione è questo” ha affermato, sottolineando “con il precedente governo abbiamo avviato un percorso che ha dato risultati concreti, testimoniati da numeri in calo e ora auspico che queste cifre si riducano ulteriormente.”

 

 

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Nicole Petruccihttps://www.triesteallnews.it
Giornalista iscritta all'Ordine del Friuli Venezia Giulia. Direttrice responsabile

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