Ferriera, Fiom Cgil: “Non esistono condizioni per sottoscrivere un’ipotesi di accordo sindacale”

24.12.2019 – 12.35 – “La Fiom CGIL, pur non condividendo la scelta della chiusura dell’area a caldo della Ferriera di Servola, si è detta disponibile a verificare la praticabilità di un piano in grado di fornire prospettive industriali ed occupazionali per il sito di Trieste, nella cornice più ampia dell’Accordo di Programma.” Comunica il sindacato “Il Piano Industriale presentato da Arvedi il 20.11.2019 non ha, a nostro giudizio, queste caratteristiche e l’ipotesi di accordo sindacale che ne conferma le scelte fondamentali non può garantire la certezza della continuità occupazionale di tutti gli attuali addetti. Non ci sono certezze sugli investimenti pubblici e privati; non si sa se si farà la linea di ricottura continua con l’installazione di un nuovo forno (che è per noi la scelta industriale più rilevante perché da essa dipende o meno la possibilità di tenere aperta una prospettiva per la produzione dell’acciaio magnetico); non c’è una consistente certezza sullo sviluppo dell’attività logistica; non si sa se la riconversione della centrale di produzione elettrica porterà alla costituzione di una nuova società di gestione con conseguente uscita degli addetti dal settore metalmeccanico. Di certo c’è che i lavoratori attualmente a tempo determinato ed in somministrazione dal 31.1.2020 saranno licenziati se nel frattempo non si troveranno soluzioni in imprese terze. Si tratta quindi di apprezzabili dichiarazioni di intenti insufficienti, nella nostra valutazione, a determinare un profilo condivisibile di ipotesi di accordo vincolante ed esigibile. Per queste ragioni la Fiom Cgil ritiene non esistano le condizioni per sottoscrivere un’ipotesi di accordo sindacale che tra l’altro rimanda ad impegni e soggetti terzi non presenti al tavolo della trattativa. Continuiamo a chiedere la riunificazione del tavolo dell’Accordo di Programma con quello azienda/sindacati tanto più che i tempi sembrano sostanzialmente coincidere. Adesso la parola alle assemblee ed al referendum dei lavoratori il cui esito sarà, come sempre, vincolante anche per la Fiom Cgil.”

[c.s.]

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