06.12.2019 – 09.14 – Superare il concetto della semplice mostra didascalica per creare una sorta di archivio unico della memoria istriana, fiumana e dalmata. È questo l’obiettivo principale della mostra “Come eravamo” che l’IRCI (Istituto Regionale per la Cultura Istriana) sta organizzando e che verrà inaugurata nel weekend prenatalizio negli spazi del museo della civiltà istriana, fiumana e dalmata di via Torino. Per realizzarla, la stessa IRCI ha lanciato un appello tramite i social network affinché chiunque sia in possesso di materiale fotografico (e non) riguardante la vita in Istria precedente e immediatamente successiva all’esodo, di condividerlo inviandolo agli organizzatori della mostra. Che non dovrà limitarsi a un susseguirsi di immagini, com’è riportato nella pagina Facebook dell’istituto, bensì vuole essere aperta a qualsiasi materiale dal quale traspaia come si viveva prima della cesura forzata della diaspora giuliano-dalmata. Per questo motivo, sottolineano, saranno ben accette lettere, mappe, diari, pagelle, ricette, santini, “strafanici”, ossia tutto quello che apparteneva a chi, negli anni successivi alla seconda guerra mondiale, ha dovuto abbandonare la casa in cui era nato.
Una mostra che, a sua volta, vorrà raccontare il “prima” e il “dopo” dell’esodo, in modo da rendere al meglio quella che è stata la cesura nella vita di tante persone. «Con la mostra “Come eravamo” racconteremo l’esodo – spiega l’organizzatore Piero Delbello – nelle sue molteplici sfaccettature, con una narrazione che passerà attraverso foto e documenti che spiegheranno come si stava prima della diaspora giuliano – dalmata e come si è vissuto immediatamente dopo, un modo per far capire cosa si sono lasciati alle spalle gli esuli sitriani, fiumani e dalmati e com’è ricominciata la vita nelle terre che li hanno accolti».
Questo l’indirizzo email al quale inviare materiale, contribuendo fattivamente alla realizzazione della mostra: [email protected]
[g.p.]


