19.11.2019 – 13.00 – Questa mattina, alle ore 11, presso l’aula magna ‘’Paolo Budinich’’, ha avuto luogo la cerimonia d’apertura del nuovo anno accademico 2019/2020 della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste. A presenziare all’evento il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, giunto in città per rendere i propri omaggi ad una delle realtà universitarie più giovani e all’avanguardia del nostro paese.
Solo poche settimane fa, infatti, la S.I.S.S.A è stata inserita, dalla prestigiosa rivista scientifica inglese ‘’Nature’’ tra le prime 50 ‘’Young Universities’’ del mondo.
L’istituto giuliano è l’unica realtà italiana, e una delle poche europee, ad essere riuscito ad emergere in una classifica che parla prevalentemente il cinese. Per quanto concerne la qualità degli studi di fisica, la triestina S.I.S.S.A si è classificata al 14° posto nella graduatoria internazionale.
Il capo dello stato, è stato accolto in aula, dalle autorità locali e regionali, con le note dell’Inno di Mameli, eseguito con grande perizia dall’Orchestra Sinfonica del Conservatorio Musicale ‘’Giuseppe Tartini’’ di Trieste.

Tra gli ospiti presenti alla cerimonia, anche il filosofo ed evoluzionista Telmo Pievani e il professore ordinario di letteratura italiana all’Università della Calabria, Nuccio Ordine.
E’ mancata, invece, la presenza del noto giornalista e divulgatore scientifico Piero Angela, a causa di un imprevisto problema di salute (Clicca qui per leggere l’articolo). Nonostante ciò, Angela ha voluto essere comunque presente alla cerimonia inviando all’istituto un emozionante messaggio audio.
A moderare l’evento, il conduttore radiofonico toscano Massimo Cirri, attualmente in forza alla redazione di Rai-Radio 2.
Il Valore della Serendipità:
Si intitola così, la lectio magistralis, proferita quest’oggi dal filosofo bergamasco Telmo Pievani.
La parola ‘’Serendipità’’ trova origine nel libro dello scrittore britannico H.Walpole, il quale scrisse ‘’I Tre Principi di Serendip’’; un romanzo che narra la storia di tre giovani che hanno il dono naturale di scoprire cose di valore senza cercarle.
La lectio di Pievani, tuttavia, si è concentrata sul senso della parola nell’ambito degli studi accademico scientifici. ‘’La serendipità, non è puro caso ma nasce dalla capacità di essere aperti e di saper deviare dal processo che ci si è prefissati’’ – ha affermato il filosofo.
‘’Questa specie di curiosità – ha concluso Pievani, può condurre a grandi scoperte, tanto inattese quanto entusiasmanti’’.

La nostra conoscenza della realtà è limitata:
‘’La nostra conoscenza della realtà è immensamente limitata’’, queste le parole del Presidente Mattarella in riferimento a quanto asserito poc’anzi dal filosofo Pievani.
‘’La curiosità è il motore che permette di far progredire le nostre conoscenze scientifiche’’, – e riferendosi a Fra Cristoforo dei Promessi Sposi – ‘’Il frate ci ricorda come le chiese fossero dei luoghi inviolabili, ebbene, ‘’la libertà della scienza e della ricerca dovrebbero essere tali, in quanto aspetti fondamentali per la crescita’’ – ha concluso Mattarella.
Al termine del discorso, il capo dello stato ha lasciato l’aula magna, accompagnato dagli applausi della platea, per recarsi al palazzo della prefettura di Trieste e prendere parte al pranzo di rito con le autorità.


L’utilità dell’Inutile:
Successivamente la parola è passata al prof.Nuccio Ordine, il quale ha parlato dell’’’Utilità dell’Inutile’’. Con queste parole, l’accademico cosentino ha voluto mettere in risalto l’utilità di tutte quelle materie come letteratura, musica e filosofia, che generalmente la società tende a snobbare in quanto frivole e poco pratiche per il raggiungimento di un concreto progresso sociale. Ordine, invece, ha voluto sottolineare la loro importanza, quasi indispensabile per il genere umano.
‘’Per coltivare la curiositas e favorire la serendipity (vedi sopra), è necessario che le scuole e le università attirino gli studenti per incoraggiarli a diventare migliori’’ – ha dichiarato il professore.
‘’Il compito di un buon insegnante è far capire ai propri allievi che non si studia per conseguire una laurea o per superare un esame, ma si studia, soprattutto, per imparare e per conoscere’’.


