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martedì, 4 Ottobre 2022

Sara Gama: Dal Zaule alla copertina di ”SportWeek”

16.11.2019 – 10:15 – Lo scorso Giovedì, allo storico grande magazzino milanese ‘’La Rinascente’’, ha avuto luogo l’ultimo episodio del talk-show, indetto dal quotidiano sportivo ‘’La Gazzetta dello Sport’’, in cui lettori, fans e tifosi, hanno potuto fare la conoscenza dello sportivo della settimana, personaggio copertina della rivista ‘’SportWeek’’. Protagonisti dell’evento, la triestina nonchè capitana della Juventus Women e della Nazionale Italiana di Calcio Femminile Sara Gama, e l’attaccante del Milan Femminile Valentina Giacinti. Durante l’incontro, si è parlato del grande exploit del calcio femminile, avvenuto in seguito al mondiale donne appena conclusosi questa estate.

L’undici azzurro rosa italiano, infatti, ha fatto innamorare il paese e, oggi, partita dopo partita, sta letteralmente scavando una voragine tra il presente e l’oscuro passato del calcio femminile italiano.

Come ha dichiarato Gama, ‘’Il calcio femminile, in passato, era uno sport di nicchia; molto è cambiato con l’ingresso dei grandi club professionistici maschili nel 2015, abbiamo fatto qualche passo verso la notorietà, ma dopo ‘’Francia 2019’’ (NDR: Il mondiale tenutosi dal 7 Giugno al 7 Luglio 2019) è stato tutto diverso’’.

L’atleta triestina, infatti, come si può leggere sul numero di ‘’SportWeek’’ di questa settimana, ha definito il 2019, ‘’l’anno dell’ascesa del calcio femminile’’.

Nel corso dello show, le due calciatrici si sono raccontate e, parlando del loro passato, Valentina Giacinti ha dichiarato di aver visto un sacco di bambine andare ad allenarsi sui campi da ‘’soccer’’ (calcio, in inglese-americano) con le scarpe legate in spalla, durante la sua esperienza agonistica presso la società calcistica ‘’Seattle P.H.A’’.

‘’Spero che presto accada anche qui e che le bambine non si limitino ad indossare solo scarpe da ballo’’, ha concluso l’attaccante del Milan.

In base a quanto visto durante la sua breve esperienza americana, presso il ‘’Pali Blues’’ di Los Angeles, Sara Gama ha garantito la realisticità delle dichiarazioni espresse dalla collega rossonera, e ha affermato di avere a cuore lo sviluppo del sistema calcio femminile e, di avere ben presente, che il punto centrale su cui porre maggiormente il focus è uno soltanto, ossia, fare in modo che le bambine possano giocare a calcio senza trovare ostacoli.

‘’Bisogna investire su questo sport, ora è il momento di farlo, ora è il momento di seminare. Prendendo parte al mondiale di Francia, sapevamo di poter incidere a livello culturale e questa è stata una molla importante. Coinvolgere la gente con un calcio educato e corretto era l’obiettivo più importante’’ – ha concluso Gama.

Dopo queste dichiarazioni, il discorso si è spostato sul divario tra calcio maschile professionistico e calcio femminile, tutt’oggi, considerato sport dilettantistico e non riconosciuto come mestiere.

In Italia, infatti, nel 2019, (ormai quasi 2020), una calciatrice non può minimamente pensare di ‘’campare’’ di solo sport, come i multimilionari colleghi maschi. Nonostante il recente passaggio sotto l’ala protettiva della FIGC, le calciatrici del nostro paese sono ancora considerate alla stregua di atlete dilettanti; la loro retribuzione (nel più roseo dei casi) non supera i 30.000 euro annui e, non potendo sottoscrivere alcun contratto lavorativo (solo privato), non possono godere di alcuni diritti fondamentali dei lavoratori come tutele e assicurazioni.

Insomma, le nostre ragazze hanno le idee ben chiare; vogliono diritti e doveri uguali per tutti i calciatori, indipendentemente dal sesso. Non è una mera questione di stipendi, le calciatrici vogliono debellare una cultura dominante sbagliata e anacronistica e, come ha asserito l’ex calciatore monzese Daniele Massaro, presente in platea, «Il calcio è uno sport come un altro, ed è anche per donne!’’.

Leggi anche: [A Sara Gama, il sigillo trecentesco per meriti sportivi]

 

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