01.11.2019 – 08.35 – “Una riforma vuota che contiene tutto e niente con l’obiettivo di non scontentare nessuno”. Così il consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle, Andrea Ussai, definisce il disegno di legge di ‘Riorganizzazione dei livelli di assistenza, norme in materia di pianificazione e programmazione sanitaria e sociosanitaria’, illustrato ieri dal vicepresidente della Regione, Riccardo Riccardi. “Nel testo”, commenta Ussai, “si leggono principi condivisibili ma non c’è chiarezza su come si vogliano raggiungere gli obiettivi. Siamo di fronte a un disegno di legge in perfetta continuità con quanto portato avanti dalla Giunta precedente. L’unica differenza consiste nel modo di legiferare: in questo caso, infatti, abbiamo una sorta di ‘legge delega’ che rimanda tutto a una quarantina di delibere di Giunta o agli atti aziendali.
“In un contesto fumoso, l’unico aspetto chiaro è l’apertura al privato“, continua il consigliere M5S. “Dopo avere bocciato a dicembre 2018 il nostro emendamento che voleva garantire ai distretti autonomia gestionale e contabile, il centrodestra decide di applicare in Friuli Venezia Giulia il modello lombardo. Ciò significa ridurre il ruolo del distretto a mera struttura di committenza, distinguendo per legge la funzione di erogazione delle prestazioni, che verrà garantito da un dipartimento di assistenza, dalla presa in carico, controllo e integrazione: di fatto, il primo passo per l’esternalizzazione dei servizi al
privato ‘profit’. Oggi quindi è stato illustrato un testo che cambia poco o nulla”, ha concluso Ussai. “Di ospedali praticamente non si parla, la cosiddetta ‘Azienda Zero’ viene depotenziata e ancora non si chiarisce come conviva con la Direzione centrale, i dipartimenti per le dipendenze vengono colpevolmente dimenticati. E per raggiungere l’integrazione socio-sanitaria non basta citarla continuamente ma servono strumenti e modalità per realizzarla”.
[c.s.]


