Morto Omero Antonutti: doppiatore in Italia, attore teatrale a Trieste

05.11.2019 – 16.45 – Ci lascia quest’oggi Omero Antonutti, attore di teatro&cinema e doppiatore indimenticabile, noto nel primo ambito per il ruolo di “Padre Padrone” dei Fratelli Taviani (1977) e nel secondo per la shakespeariana voce di Christopher Lee, così come di Martin Landau, Robert Duvall, Michael Parks, John Hurt, Omar Sharif, Max Von Sydow e tanti altri. L’uomo, nato a Basiliano, nel Friuli Venezia Giulia (3 agosto 1935), era stato ricoverato per le complicanze di un tumore in un ospedale di Udine.
Definito dai critici come l’attore italiano più eclettico in assoluto, Antonutti alternò sempre la celluloide ai palchi teatrali, conducendo una carriera cinematografica quale attore feticcio dei fratelli Taviani. Ma i più giovani lo riconoscerebbero dalla voce presente in così tanti classici doppiaggi, dal Saruman del “Signore degli Anelli” di Cristopher Lee, a John Hurt in “V per Vendetta” (2005) a Richard Farnsworth in “Una storia vera” di David Lynch (1999), performance quest’ultima che gli fruttò il premio Anello d’Oro alla manifestazione “Voci nell’ombra” di Finale Ligure. Indimenticabile voce narrante nei capolavori “La vita è bella” (1997) di Roberto Benigni e “Il mestiere delle armi” (2001) di Ermanno Olmi.

Omero Antonutti esordì al cinema nel cast di “Fatevi vivi, la polizia non interverrà” (1974), ma il suo primo, vero, ruolo risale al 1977, quando recitò nelle vesti del padre di Gavino Ledda in “Padre padrone” di Paolo e Vittorio Taviani.
Venne poi scritturato per gran parte dei loro film, da “La notte di San Lorenzo” (1982), a “Kaos” (1984), a “Good Morning Babilonia” (1987) e “Tu ridi” (1998).
Ricordiamo poi tra i suoi film migliori “Farinelli – Voce regina” (1994) di Gérard Corbiau, “Un eroe borghese” (1995) di Michele Placido, “I banchieri di Dio – Il caso Calvi” (2002) di Giuseppe Ferrara.
Tra le produzioni recenti, la serie televisiva “Sacco & Vanzetti“, “N (Io e Napoleone)” (2006) e “Miracolo a Sant’Anna” (2008). Scorrendo i film e le produzioni teatrali si nota a questo proposito un forte gusto per la ricostruzione storica, per l’indagine nel passato.

Omero Antonutti vanta un legame con la scena teatrale triestina ormai di lunga durata che risale ancora al 1955, quando recitava presso il Teatro Nuovo, negli spettacoli degli allievi della Scuola di Recitazione Silvio D’Amico. Entrò poi nella Compagnia del Teatro Stabile della Città di Trieste e successivamente nella Compagnia del Teatro Stabile di Genova. Recitando così ruoli indimenticabili sui palchi del Politeama Rossetti: da “Una delle ultime sere di carnevale” di Goldoni a “Madre Coraggio e i suoi figli” di Brecht, alla straordinaria edizione de “I rusteghidel 1974.

Il successo con Hollywood non gli fece dimenticare l’esperienza teatrale triestina, tornando sempre alla città giuliana negli anniversari di questi ultimi decenni: dai quaranta e i sessant’anni del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, ai primi del duemila, fino al 2016, quando aveva commemorato il terremoto del Friuli con l’opera “Genius Loci“.

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

Ultime notizie

Dello stesso autore