Maltempo in Friuli Venezia Giulia, Codacons contro Regione. Denuncia per disastro ambientale

27.11.2019 – 12.44 – Il maltempo si abbatte ancora sulla Regione Friuli Venezia Giulia. È il caso di dirlo nel momento in cui arriva la denuncia del Codacons, il coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, presenta oggi una denuncia penale alla Procura della Repubblica di Trieste proprio contro la Regione Friuli Venezia Giulia, chiamando in causa il Piano nazionale 2019 per la mitigazione del rischio idrogeologico.

Secondo il Codacons il piano, noto anche come “ProteggItalia” e adottato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri il 20 febbraio 2019, individuava un elenco di progetti e interventi infrastrutturali immediatamente eseguibili in tutta Italia sul fronte della messa in sicurezza del territorio e che avevano “carattere di urgenza e indifferibilità”. Da questo, per quanto riguarda il Friuli Venezia Giulia, erano stati messi a disposizione della Regione 7,6 milioni di euro per contrastare frane e alluvioni, in particolare con cinque interventi urgenti riguardanti il rischio idrogeologico a Malborghetto, la Strada Provinciale 14 e Punta Sottile a Muggia, il fiume Livenza a Brugnera, il fiume Natissa ad Aquileia e i torrenti Torre e Cornappo nella zona di Nimis. “Vogliamo sapere”, chiede il Codacons attraverso il suo presidente, Carlo Rienzi, se la Regione ha speso tali soldi messi a disposizione dallo Stato e come sono stati utilizzati i fondi. Gli stanziamenti erogati sono infatti immediatamente utilizzabili dalle amministrazioni, e dovevano essere usati proprio per mettere in sicurezza le aree a rischio ed evitare la devastazione del territorio registrata negli ultimi giorni in Italia”. L’esposto alla Procura della Repubblica di Trieste chiede di aprire una indagine sull’amministrazione regionale per verificare l’utilizzo dei fondi stessi e, in caso di mancata attuazione degli interventi programmati dal piano, procedere nei confronti dei vertici regionali per le possibili fattispecie di concorso in disastro ambientale e omissione di atti d’ufficio”. E il Codacons si spinge anche più in là: “Se la Regione non si è attivata per realizzare gli interventi individuati come urgenti nel Piano, dovrà essere negato lo stato di emergenza e tutti i fondi connessi, mentre i cittadini delle zone coinvolte da frane e alluvioni potranno avanzare richiesta di risarcimento contro l’amministrazione regionale”.

[c.s.]

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