13.11.2019 – 11.07 – Siamo molto di più. Ed è già una bella notizia. Che nuova però non è. Lo sappiamo, l’abbiamo letto e sentito tantissime volte. O almeno dipende che stimoli di riferimento abbiamo preso. Come sempre. Quali uomini, che hanno vissuto o che vivono, ci hanno portato esempi splendenti, quali parole ci hanno irradiato, quante canzoni ci hanno fatto volare, quanti pensieri ci hanno avvicinato a quel sapore di Oltre e di Altro. Spesso però deleghiamo agli altri i pensieri più profondi e illuminanti, autorizziamo solo qualcuno a portare un pensiero elevato da seguire, dal grande genio alla guida spirituale, sebbene siano uomini come noi. Un po’ perchè è sempre meno impegnativo che ci pensi qualcun’altro, dato che noi abbiamo altre cose da fare, e un po’ perchè c’è quella frase. “Nel mio piccolo”. “Nel mio piccolo” faccio quello che posso.
Ma noi siamo i protagonisti della nostra Vita! Nessuno, nessuno potrà mai essere al posto nostro. Ora questi occhi che s’imboccano ai pensieri e vorticano su queste lettere, strabiliano con un tornado nelle orbite, e scorrono in tutti i capillari e vene dolci. Sono vivissimi. E ora non c’è niente di più vero di queste parole, ora che le stai leggendo. Perchè la tua vita è qua e questo il centro di ora. Sacrissimo. Oppure niente di che. Dipende sempre dalla celebrazione che facciamo di ciò che viviamo. Pensare di essere poco o non abbastanza nel nostro piccolo o pensare al nostro incredibile. A me piace celebrare, sentire che in questo momento mi tuffo nel letto e respirando piano, andando a sparire mi tolgo i pesi, l’ansia che incassava le spalle si stacca, i polmoni si adagiano dentro quasi a cullarsi, la pelle si rilassa piatta dove scorrono pulsazioni stroboscopiche. Cosa dobbiamo fare? Siamo in dovere di diventare un genio o creare qualcosa di straordinario?
No, nessun obbligo. Anche solo aprirsi a un pensiero, spaziare negli altri. Aumentarsi. Ma dipende sempre da noi. Essere meglio e di più. Lavarsi i denti con la mano sinistra, interrompere quello che facevi sempre, fare quello che non hai fatto mai, scardinare i princìpi, lavarsi con acqua acqua che vince, immaginarsi nel fuoco delle mitraglie aprire gli
occhi e vedere il tuo Amore che dorme, uscire per vedere il cielo nero, fondersi e colare come petrolio in ogni motore, guardare l’ora che non tornerà mai più, stringere i denti e sentire la mascella che vibra, andare più lontano fuori casa e nell’universo ingigantirsi, sentire i piedi che ti portano, distendersi in silenzio e leccare l’asfalto per capire il grigio che c’è. La vita all’ennesima. Certo, le cose da pagare, le fatture, i bilanci, le scadenze. Ci mancherebbe. Ma non è questo il posto e il momento. Dedichiamo il 99% alla materia, ma sono le sensazioni e le emozioni spirituali quelle che ci aumentano e ricorderemo. Spesso i veri obiettivi della nostra dedizione alla materia. Ma, accorgerci, ora, in questa stanza, che c’è l’incredibile poco sotto pelle, che surfa la lunghezza delle dita, che balla sulla punta della lingua, che si instella fra le pupille e un campo siderale e dentro la testa si inciela. Si inciela a chi fa spazio. E agli sconfinati, svela.
[d.b.][opera di Archan Nair]


