Comunicazione, giornali sempre più digitali. Internet cresce e con diverse sorprese

15.11.2019 – 12.40 – Quotidiani, periodici, riviste. Da una parte la crisi profonda della carta stampata, con una perdita graduale ma sensibile e costante di posti di lavoro (di oggi la notizia dei nuovi esuberi del Gruppo Gedi). Dall’altra, il Web tira sempre di più. Date le sue caratteristiche, quei posti di lavoro persi, ad esempio fra i poligrafici, Internet non li ricrea in numero; ma è possibile forse, anche nella comunicazione, reinventarsi in mestieri nuovi provando ad affrontare positivamente un cambiamento che non si può arrestare. Arrivano i dati Audiweb e presentano letture interessanti: a settembre sono stati 41,6 milioni gli italiani che si sono collegati a Internet da computer fissi o portatili, o da tablet e smartphone oppure entrambi, dedicando alle attività online una buona fetta, messo tutto assieme, della loro giornata: nel giorno medio di settembre, il pubblico digitale che non si collega solo per ragioni tecniche ma che va sulle news e i contenuti è di circa 33 milioni ed è rimasto a navigare in media per 4 ore e 45 minuti a persona. Un numero importante: su Trieste All News, mediamente fra i 50 secondi e il minuto per lettore.

Un altro dato interessante è che se è vero che il dispositivo ‘mobile’ resta largamente il prediletto – lo usano circa il 75 per cento dei nostri lettori, dato allineato alla media nazionale, ad esempio per la consultazione di notizie mentre (con attenzione) camminiamo o aspettiamo l’autobus (leggere le notizie mentre si guida è pericoloso e proibito) – il ‘fisso’ non è scomparso: utilizzare il computer della scrivania da casa o dall’ufficio, con lo schermo più grande dove le notizie e soprattutto le foto e i video si vedono meglio, rimane comunque un’abitudine diffusa; dopo il sole estivo e le vacanze che ci hanno visti in spiaggia o in montagna, l’accesso dal computer fisso è aumentato di un 7,8 per cento. Se in ferie non si abbandona il telefonino, una volta tornati a casa ci si siede di nuovo comodamente davanti al monitor.

Che tipo di pubblico è, quello di Internet rappresentato dai dati Audiweb? Quasi equamente diviso fra uomini e donne – almeno su questo, non ci sono differenze e discriminazioni, pur con interessi diversi per contenuti altrettanto diversi. Naviga almeno una volta al giorno l’80 per cento degli adulti tra i 25 e i 54 anni; i diciottenni navigano più o meno per 5 ore al giorno, solo poco più dei 35-40enni e quindi non è vero che Internet fra i ragazzini ha più fascino: sembra anzi molto radicato sulla fascia d’età intermedia, con Millennials e X-Generation come protagonisti. Dai 55 anni in su il tempo di navigazione quotidiano cala di circa un’ora, e siamo sulle 4 ore e mezza, 4 ore e 20 minuti. E ci sono anche gli anziani: Internet raggiunge, soprattutto per motivi culturali, solo il 26 per cento circa degli Over 64, però quando ci arrivano il tempo che vi dedicano ogni giorno è superiore alle 3 ore e in aumento.

I siti più ‘navigati’? Ricerche su Google e utilità a parte, e tolti i Social che rappresentano un ambiente a sé stante che ha dinamiche e abitudini già delineatesi come diverse da quelle del Web vero e proprio, il primo risultato è quello dei portali e servizi di film e video, con 36 milioni e mezzo di utenti, e subito dopo i siti di notizie con 35 milioni e mezzo. Seguono la messaggistica online e i siti per gli acquisti; la TV online arriva dopo, con un numero di utenti però in crescita. Anche la televisione cambia, evolve, e si trasforma in qualcosa di diverso, assalito da più parti – un po’ da YouTube, un po’ da Facebook e un po’ da tutti. Una forma di comunicazione che, per quanto abbia ancora capacità di attrarre, dovrà rinnovarsi; esempi eccellenti non mancano.

[r.s.]

Roberto Srelz
Roberto Srelzhttps://trieste.news
Giornalista iscritto all'Ordine del Friuli Venezia Giulia

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