25.11.2019 – 21.30 – La storia è nota a tutti: Francesco ama Laura, ma Laura non ama Francesco quindi, a quanto pare la storia non funziona. È una storia d’amore che riguarda in realtà qualcosa di più esteso: si parla di un dissidio interiore dell’uomo, che vorrebbe conciliare il terreno e il divino, la carne e lo spirito, senza trovare però mai né soluzione né pace. Un po’ come rigirarsi nel letto scossi dalle inquietudini dei desideri e non trovar riposo. Questo e altro ancora è Francesco Petrarca.
Ma far sì che un poeta nato nel 1300 riesca a comunicare qualcosa ai giovani d’oggi è un’impresa a dir poco titanica. Non provarci, però, è da ignavi. E si sa, gli ignavi sono destinati all’inferno (Dante docet).
Quindi caro Francesco volevo dirti che … è la lettera che gli alunni della 3L del Liceo Scientifico Galileo Galilei di Trieste si sono ritrovati a scrivere obbligatoriamente in un compito in classe. Quello che ne è uscito è stato a dir poco sorprendente perché ha dimostrato ancora una volta che, spesso, si parla degli autori della letteratura come fossero statue immobili, lontani anni luce dal nostro mondo: se si guarda con occhi bene aperti si vedrà, invece, che le opere che ci hanno lasciato sono, spesso, più vicine di quanto crediamo, forse più utili dei versi di una canzone contemporanea che ci ostiniamo a cantare pensando che dica verità mai enunciate.

Caro Francesco volevo dirti che le splendide parole che hai scritto sulla tua Laura non rispecchiano più la realtà della donna perfetta, l’amata non è più al centro dell’universo e gli uomini sono disposti a sacrificarla per un lavoro all’estero, un percorso di studi o un’altra scelta di vita. Le mode e le multinazionali hanno strumentalizzato la visione del femminile e oggi le donne sono “splendide” solo se hanno un bel fondoschiena. Io sono solo preoccupato di innamorarmi di una ragazza venendo influenzato dai canoni maligni che la realtà d’oggi ha creato, mentre vorrei trovare una Laura come la tua. […] volevo dirti che, anch’io come te vorrei diventare uno scrittore e vorrei avere qualche consiglio a riguardo […] Francesco ti volevo dire che avevi dannatamente ragione riguardo all’amore […] non sei tra i miei autori preferiti e Dante sicuramente ti batte, nonostante ciò ti stimo […] caro Petrarca voglio darti un consiglio: lascia perdere Laura! Non soffrire più, vai avanti perché ti meriti di meglio! […] ti ammiro perché hai avuto il coraggio di mettere a nudo i tuoi sentimenti e hai continuato ad amare una donna, che non ti ricambiava, anche se ciò ti provocava dolore e sofferenza […] Io sono riuscito a sanare il mio dissidio interiore: ho trovato la mia strada che mi permette di seguire sia l’amore che la fede, senza che uno faccia perdere di valore all’altro […] Anche a me piacerebbe trascorrere del tempo solo, lontano da tutto e da tutti, per restare un po’ in pace con me stesso […] Caro Francesco ti apprezzo ma i tuoi ambigui pensieri creano problemi a studenti come me […] anche se giovane ho vissuto anch’io il tuo conflitto interiore perché l’Amore mi aveva imprigionato in un tunnel a fondo cieco e uscirne non è stato facile […] hai scavato nella tua interiorità, con la speranza di raggiungere un equilibrio che però non è mai arrivato […] Avrei voluto leggere anche altre opere oltre il Canzoniere caro Petrarca, ma non conoscendo il latino, non ho potuto farlo […] Ogni volta che leggo un tuo sonetto penso a quanto vorrei un uomo che mi guardi come tu guardavi Laura e che mi descriva con le tue stesse parole […] al giorno d’oggi i ragazzi della mia età non credono più.
Tutto questo e altro ancora è Francesco Petrarca.


