Auto aziendali, in arrivo la stangata del governo

2.11.2019 – 15:38 – In base a quanto riportato nella bozza della Legge di Bilancio 2020, sembra che l’attuale governo voglia effettuare una stangata sul settore delle automobili aziendali. Le spese imputate ai dipendenti che le utilizzano quotidianamente, anche nel tempo libero (uso promiscuo), verranno triplicate. Allo stesso modo, dovrà essere triplicata anche la trattenuta sullo stipendio da parte del proprio datore di lavoro che mette a disposizione il veicolo.

Secondo i dati dell’Istituto Sperimentale di Marketing capitolino ‘’Fleet&Mobility’’, la gran parte delle imprese italiane è dotata di auto aziendali ‘’acquistate’’ con l’espediente del cosiddetto ‘’Noleggio a Lungo Termine’’; una consuetudine, quest’ultima, che riguarda dagli 800 mila al milione di veicoli.

Cosa succederebbe se la norma ‘’tassa-dipendenti’’ venisse approvata?

Oggigiorno, chi è dipendente di un’azienda e decide di prendere in comodato d’uso una vettura aziendale, lo fa per risparmiare su tasse automobilistiche, costi di gestione e manutenzione, ridotti all’osso. Se la norma ‘’tassa-dipendenti’’ dovesse entrare in vigore, molto probabilmente il gioco non varrà più la candela e i dipendenti restituirebbero le vetture in men che non si dica, mandando in crisi un settore (quello delle auto aziendali o company cars) che riguarda circa il 16% del mercato auto annuo del nostro paese. Senza considerare le perdite economiche delle compagnie di noleggio, delle concessionarie, dei loro relativi dipendenti e infine dei nostri costruttori.

Ne risentirà anche l’inquinamento atmosferico.

Considerando che un parco auto aziendale viene rinnovato ogni 4/5 anni, si presume che sulle nostre strade circolino vetture moderne, dotate dei più innovativi sistemi antinquinamento. Tutto ciò permette a chi usa il veicolo per lavoro, di percorrere tanti chilometri senza rilasciare un quantitativo eccessivo di emissioni inquinanti e clima alteranti come ossidi di azoto e anidride carbonica. Nel caso le tempistiche di ricambio delle flotte aziendali dovessero aumentare, avremo un parco auto circolante più vetusto ed inquinante, e quindi, si andrebbero ad annullare tutti gli sforzi, effettuati fino ad ora, da parte del governo, per incentivare i privati a rottamare le proprie vecchie auto e rimpiazzarle con modelli ibridi o elettrici.

Leggi anche: ”Ecotassa, la nuova imposta automobilistica”.

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