Arma dei Carabinieri, seguiti 25 casi di femminicidio nei primi 10 mesi del 2019

25.11.2019 – 13.00 – Le Forze dell’Ordine al lavoro su tutto il territorio nazionale, si propongono ogni giorno di tutelare i cittadini e perseguire i crimini perpetrati ai danni delle persone e del patrimonio pubblico e privato. Tra i reati peggiori si possono annoverare sicuramente i reati di violenza e oggi, lunedì 25 novembre, nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, l’Arma dei Carabinieri vuole sottolineare l’impegno da parte di tutti gli operatori, nell’azione di contrasto di tutti quei reati di cui sono vittime.

Sono stati 45 nel 2018, i casi di femminicidio sui quali hanno indagato i Carabinieri, mentre sono 25 quelli seguiti, nei primi dieci mesi del 2019; in questo reato ricadono gli omicidi di donne avvenuti in ambito relazionale, passionale, familiare e di vicinato, ma anche quelli compiuti da estranei, di sesso maschile, che considerano l’essere femminile, inferiore e alla loro mercé. Anche senza arrivare all’atto più efferato, le donne sono spesso oggetto del cosiddetto stalking, un comportamento reiterato di tipo persecutorio nei confronti della vittima designata, che si configura sotto forma di atti lesivi continuativi, come minacce e molestie, tali da obbligare la persona a modificare le proprie abitudini di vita, inducendola in uno stato di disagio e ansia, fino a temere per la propria incolumità. Tra i reati che insidiano quotidianamente il genere femminile, oltre agli atti persecutori, vi sono anche i casi di maltrattamenti in famiglia e di percosse; nel 2018 l’Arma dei Carabinieri ha tratto in arresto 1.608 persone per reati connessi agli atti persecutori, numero pari al 55,5% degli arresti eseguiti nello stesso anno da tutte le Forze di Polizia. I numeri rilevati dalla attività dei militari dimostrano come vi sia stato un incremento del 22,3% rispetto al 2017 dove gli arresti eseguiti sono stati 1.309, in aumento anche i casi in cui vi è stata la flagranza di reato, 471 soggetti a fronte dei 436 del 2017, una crescita del 10,3% rilevata anche nei primi dieci mesi del 2019, con 1.499 arresti, pari al 55,3% degli arresti complessivi, effettuati per questo tipo di reati da tutte le Forze dell’Ordine.

Sempre nelle statistiche dell’Arma, nei casi di maltrattamenti in famiglia nel 2018, sono stati arrestati 2.320 soggetti, il 53,1% del totale, con una crescita del 16,4% rispetto all’anno precedente con 1.993 arresti, con un aumento dei rilevamenti degli eventi in flagranza di reato, 1.054 persone a fronte delle 968 del 2017. In aumento anche le violenze sessuali, dai dati rilevati l’attività di indagine condotta nel 2018 ha consentito di trarre in arresto 1.118 persone, pari al 49,9% del totale, mentre nei primi dieci mesi dell’anno in corso sono stati arrestati 1.015 soggetti, con un incremento del 10,3%.

Oltre alla quotidiana attività di contrasto dei fenomeni, l’Arma dei Carabinieri, a partire dal 2014 si è dotata della Rete nazionale di monitoraggio sul fenomeno della violenza di genere, strutturata su Ufficiali di Polizia Giudiziaria, inseriti nell’ambito dei Nuclei Investigativi con il compito di sostenere i reparti sul territorio nello sviluppo delle indagini, per migliorare la prevenzione e la repressione dei fenomeni e per dare sostegno alle vittime. Il personale appartenente alla Rete è appositamente addestrato presso l’Istituto Superiore di Tecniche Investigative, dove vengono svolti annualmente corsi di formazione in materia di violenza di genere. Ad oggi sono stati svolti complessivamente 12 corsi, che hanno consentito di formare 339 unità, operanti sul territorio nazionale. Un progetto avviato con Soroptimist International d’Italia, denominato Una stanza tutta per sé, grazie al contributo dell’associazione, ha permesso di allestire all’interno delle Caserme dell’Arma, locali idonei all’ascolto protetto di donne e minori vittime di violenza; sono oltre 100 le stanze allestite su tutto il territorio nazionale e 26 i kit per la videoregistrazione in dotazione ai Comandi dei Carabinieri, utilizzati nelle fasi di ricezione delle querele e nelle attività di escussione. Il 22 novembre 2019 è stato sottoscritto un Protocollo d’Intesa, volto a rafforzare la collaborazione sull’intero territorio nazionale, per le linee guida da seguire per l’allestimento di questi locali.

Siglate complessivamente 79 intese tra Procure della Repubblica, Prefetture, Forze di Polizia, Ospedali e Centri anti-violenza. Inoltre, l’Arma dei Carabinieri, quale rappresentante del Ministero della Difesa, collabora  con l’Osservatorio Nazionale sulla violenza, i cui lavori hanno portato alla redazione del Piano Strategico Nazionale sulla violenza maschile contro le donne (2017-2020), approvato nella riunione del Consiglio dei Ministri del 23 novembre 2017, e delle Linee guida nazionali per le aziende sanitarie e ospedaliere in tema di soccorso e assistenza socio – sanitaria alle donne vittime di violenza, adottate con D.P.C.M. -Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana- del 24 novembre 2017. [c.s. – Foto di repertorio]

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