34º Festival del Cinema Latino Americano. La memoria

02.11.2019 – 10.00 – Storie di donne e di uomini, tra passato e presente; la memoria, delle proprie radici, di epoche perdute e di eventi passati. Queste le tematiche al centro della trentaquattresima edizione del Festival del Cinema Latino Americano, che dal 9 al 17 novembre, si svolgerà al Teatro Miela e al Museo della Comunità ebraica di Trieste “Carlo e Vera Wagner”, con quasi cento film in programma.
Spaziando attraverso tutti i generi, dalla commedia al thriller, dal dramma al documentario, le pellicole proposte per questa edizione 2019 saranno articolate nelle tradizionali sezioni in gara: Concorso Ufficiale, Contemporanea Concorso, Mundo Latino, Malvinas. Ad affiancare le consuete quattro categorie del Festival, tornano due sezioni indissolubilmente legate alla storia della celebre manifestazione: “Shalom, il sentiero ebraico in America Latina” e “Cinema e Letteratura“. La prima, resa possibile grazie alla collaborazione del Museo “Carlo e Vera Wagner”, proporrà alcune pellicole per approfondire la storia e l’identità ebraica nel sud America, seguendo le tracce della presenza della comunità nell’America Latina. La seconda sezione, invece, proporrà alcune originali opere tratte dai massimi capolavori della letteratura latinoamericana. Le pellicole saranno valutate da una giuria di docenti delle Università di Trieste, Udine, Venezia, Padova, Bologna, e da Marco Cassini, editore di Edizioni Sur.

Prestigiosa partnership di quest’anno, sarà quella con il Castello di Miramare, dove sarà proiettato nella Sala Rosa dei Venti, il film “Maximiliano de México – Sueños de poder” di Franz Leopold Schmeizer. Tra gli eventi speciali, invece, Sertânia di Geraldo Sarno, Panamá di Javier Izquierdo e i due documentari di Tonino Pinto, I ragazzi di Ipanema e Somos Cubanos. Infine, la retrospettiva di quest’anno sarà dedicata al regista argentino Fernando Spiner.

Anche quest’anno, inoltre, non mancherà la presenza femminile al Festival, a cui la manifestazione riserva da sempre grande attenzione, dedicando ampio spazio al lavoro delle donne dietro e davanti alla macchina da presa. Una scelta, come spiega ancora il direttore del Festival, strettamente legata alla volontà di raccontare in modo efficace e veritiero l’America del Sud: “Selezioniamo i film che meglio rappresentano le inquietudini dell’America Latina, cercando di mantenerci lontano dai luoghi comuni e di dare visibilità a opere di alta qualità artistica. Il fatto che ci siano tante opere di cineaste, è semplicemente il riflesso della qualità del loro lavoro che fa sì che le opere siano selezionate”.

La memoria sarà quindi il tema cardine di questa trentaquattresima edizione, in quanto, come spiega il direttore del Festival del Cinema Latino Americano, Rodrigo Díaz, “Viviamo un tempo in cui la perdita di memoria rischia di avere conseguenze catastrofiche, soprattutto in quest’Europa scossa da egoismi e nazionalismi. Ho sempre presente una frase di Patricio Guzmán, ‘Senza memoria siamo come una famiglia senza fotografie’. Per questo il Festival ha sempre dato, e continuerà a dare, spazio ai film e ai documentari che ricordano il passato, riportano alla luce episodi perduti e ricostruiscono storie che ci aiutano a capire meglio il
nostro presente. Cosa sarebbe il Messico senza la Malintzin e cosa sarebbero l’Argentina, il Brasile e il Cile senza la ferita delle dittature? Non dimenticare definisce la nostra identità”.

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