21.10.2019 – 17.30 – Registrato un caso di scabbia ai danni di un minore che frequenta una scuola primaria di Trieste, ne dà notizia l’Asuits, la quale ricorda la necessità di evitare inutili allarmismi. Questa malattia che si presenta con un forte prurito e macchie rossastre -lesioni cutanee- acuite anche dallo sfregamento, è si infettiva, ma presuppone per la sua diffusione un contatto prolungato di cute su cute; la trasmissione tra persone prevede infatti un contatto fisico diretto e prolungato. Il contagio si verifica prevalentemente tra i soggetti conviventi, per lo più in ambito familiare o in specifiche condizioni di affollamento. L’Azienda Sanitaria rivela che i casi di scabbia su minori che frequentano comunità scolastiche o educative sono rari e non si rilevano diffusioni capillari o casi secondari tra gli altri bambini. Ai genitori sono già state fornite le informazioni riguardanti tale parassitosi e spiegato loro l’importanza di portare il bambino dal pediatra in caso vengano rilevati i primi sintomi o segni compatibili con la scabbia in modo da favorire una diagnosi precoce, per un superamento rapido della fase clinica della parassitosi.
Causata dall’acaro Sarcoptes scabiei variante hominis –un parassita umano- che sopravvive al massimo per un paio di giorni al di fuori del suo ospite, la femmina depone le uova scavando sotto lo strato più superficiale della cute. Il contagio attraverso i vestiti è molto raro. Le lesioni sono per lo più localizzate nei soggetti adulti, mentre nei bambini la cosiddette papule sono localizzate negli spazi interdigitali delle mani e dei piedi e sulle tutte le zone dove sono presenti pieghe come polsi, gomiti, ascelle, glutei e genitali. Si possono adottare alcuni accorgimenti preventivi nel caso si fosse venuti a contatto con una persona di cui è stata accertata la presenza della malattia, oltre ad effettuare il trattamento preventivo consigliato dal medico:
- Sostituendo la biancheria personale, lenzuola e asciugamani;
- Lavando la biancheria a temperatura superiore ai 60°C;
- Ponendo in un sacco impermeabile tutto ciò che non è lavabile, lasciandolo chiuso per 48 ore prima di esporlo all’aria.
Come per altre malattie infettive che coinvolgono comunità scolastiche o prevedono l’attivazione di sorveglianze sul territorio viene effettuata un’informativa diffusa ai pediatri. La riammissione a scuola avviene solo dopo il termine della terapia prescritta e successivo accertamento medico.
F.B.


