Bufera sui social: replica dell’Asuits sulla riorganizzazione del Pronto Soccorso

25.10.2019 – 16.50 – Con la riorganizzazione del Pronto Soccorso a Trieste, che prevede l’adeguamento a normative in realtà già vigenti in altre città d’Italia, l’Asuits ha deciso di bloccare l’accesso nelle sale del Pronto Soccorso ai parenti dei pazienti. Con questa decisione, tuttavia, sono arrivati anche molti commenti di dissenso, in particolare sui social.
Principalmente, le proteste dei cittadini riguardano le lunghe ore di attesa che, in caso di persone non autosufficienti ed anziane, porterebbero delle problematiche per la loro impossibilità di procurarsi cibo o acqua; per il bisogno di un supporto vicino; per l’apparente carenza di personale che controlli i bisogni di tutte le persone in attesa. I commenti favorevoli riguardanti la decisione presa dall’Asuits ribattono, invece, sottolineando i cambiamenti positivi avvenuti grazie alla riorganizzazione, come la velocizzazione delle procedure, in quanto molte persone apparentemente senza gravi problematiche erano solite rallentare gli operatori con richieste superflue.

La replica del Commissario Straordinario dell’Asuits, Antonio Poggiana, non si è fatta attendere, comunicando quest’oggi: “La scelta, decisa e condivisa con il direttore del servizio, ha permesso di migliorare l’efficienza e la privacy dei pazienti. In particolare abbiamo ridotto le attese di un’ora per i codici verdi, che sono l’80% degli accessi al Pronto Soccorso’’.
Si tiene a sottolineare che l’assistenza diretta degli accompagnatori/parenti non è stata negata in assoluto, ma filtrata. La riorganizzazione andrà avanti, quindi, ma l’Asuits si rende disponibile ad accogliere suggerimenti per migliorare la permanenza dei pazienti e il collegamento con le loro famiglie, che sono parte della cura.

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