70 anni di ‘’Laverda’’, con il Moto Club Trieste

16.10.2019 – 15:00 – Martedì 22 Ottobre 2019, alla Sala San Giusto dell’Hotel Savoia Excelsior, alle ore 20, si terrà l’incontro con il patron dello storico marchio motociclistico italiano ‘’Laverda’’, organizzato dai membri del locale ‘’Moto Club Trieste’’. Piero Laverda, infatti, è solito a girare il mondo per incontrare gli appassionati del suo brand, fondato a Breganze, nei pressi di Vicenza, nel 1949. Nonostante ciò, il primo prototipo di motocicletta Laverda nacque già due anni prima, nel 1947 e, secondo la leggenda, i primi collaudatori furono proprio alcuni insospettabili cittadini Breganzesi quali il parroco e il veterinario. Nell’incontro triestino, Laverda racconterà una singolare storia aziendale attraverso i suoi ricordi e i libri da lui stesso scritti, illustrando un mito italiano fatto di soluzioni meccaniche d’avanguardia e di uomini che hanno anteposto la passione al mero guadagno e hanno continuato a dare il loro supporto all’azienda anche nei momenti più difficili.

Piero Laverda durante una recente presentazione, Foto: Specialmrmartini.com

Piero Laverda ama definirsi ‘’L’ultimo dei dinosauri’’, appellativo da lui stesso coniato per inserirsi in quella cerchia di imprenditori italiani lungimiranti che hanno fondato aziende con il loro cognome come ‘’Carlo Guzzi’’ (Moto Guzzi), i fratelli ”Giuseppe e Giovanni Benelli” (Benelli), ma anche ‘’Giuseppe Gilera (Gilera) ed ”Enrico Piaggio” (Piaggio, Vespa).

La Storia:

Fino alla metà degli Anni ‘60, la produzione si era concentrata su motociclette di piccola cilindrata, e scooter; poi, a metà del decennio, il grande successo. Massimo Laverda, figlio del fondatore Francesco, nel 1966, decise di dare una svolta alla produzione introducendo sul mercato una prestazionale motocicletta da 650 cc, che, ad inizio degli Anni ‘70, diventò da 750 cc.

I Laverda iniziarono a ricevere ordinazioni da tutto il mondo e, il numero sempre maggiore di esportazioni, portò il marchio vicentino a potersi permettere lo sviluppo di ulteriori modelli di moto sportive che, in breve tempo, fecero entrare ‘’Laverda’’ nel magico mondo delle due ruote sportive.

Con la celebre colorazione arancione, le Laverda da competizione collezionarono, dal 1968 al 1976, una lunga serie di vittorie agonistiche; dal mitico ‘’Motogiro d’Italia 1968’’ alle gare di regolarità e velocità in ogni parte d’Europa. Il più memorabile evento, a cui presero parte, fu senza dubbio il ‘’Raid Alaska-Terra del Fuoco’’, intrapreso nel 1972 dai bikers milanesi ‘’Massimo Bertuzzi e Filippo Falzoni’’ a bordo di due Laverda 750 SF; un’avventura lunga 34.000 km, svoltasi fra pietraie, deserti e persino il cratere di un vulcano.

Cussigh Valter vincitore trofeo Laverda al Mugello 1981, Foto: Moto Club Trieste.

Verso la metà degli Anni ‘70, la produzione di ‘’Laverda’’ si concentrò maggiormente sulle moto di grossa cilindrata come le 1000 cc e le 1200 cc, una serie di motociclette che permisero al marchio di proiettarsi con grande slancio verso le avanguardistiche soluzioni costruttive delle moto Anni’80, come la celebre 1000 RGS, ma anche quelle da cross pensate per un pubblico più giovane come le piccole 125cc, 350 cc e 500 cc.

 

Nonostante il buon successo commerciale riscosso dalla Laverda 1000 RGS, verso la fine del decennio, a causa di una concorrenza sempre più aggressiva e competitiva, la gamma ‘’Laverda’’ iniziò ad invecchiare velocemente (i progetti base risalivano agli Anni’70) e col calare delle richieste iniziarono i primi problemi economici che, aggravandosi nel corso degli anni successivi, porteranno l’azienda veneta ad entrare irrimediabilmente in una profonda crisi economica che la porteranno alla chiusura dei battenti.

Nel 2000 il marchio ‘’Laverda’’ è stato rilevato da ‘’Aprilia’’ e, dal 2004, è entrato a far parte dell’universo dei brand del ‘’Gruppo Piaggio’’.

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