05.09.2019 – 13.43 – La nomina di Luigi di Maio a Ministro degli Esteri ripresenta la questione “Giulio Regeni“, il cui ultimo aggiornamento risale alla scorsa primavera, quando a Trieste e in Regione si combatté la “guerra degli striscioni“, con ordini e contro-ordini di toglierli o rimetterli a seconda della fazione politica. I genitori invece desidererebbero un gesto concreto da parte del neo ministro Di Maio, finalmente una risoluzione al dramma del giovane triestino torturato e ucciso in Egitto nel 2016.
“Ora che ha il potere – avvertono Paola e Claudio Regeni– e la responsabilità di porre in essere quelle conseguenze minacciate nei confronti del governo egiziano, confidiamo che il ministro vorrà come prima cosa richiamare il nostro ambasciatore e pretendere la verità fino ad oggi nascosta e negata”.
Di Maio, infatti, come da tradizione per il Movimento 5 Stelle, si era espresso negli anni precedenti con parole forti e roboanti a favore di Regeni, promettendo innumerevoli volte quella giustizia tanto rinviata. Lo scorso autunno, a novembre 2018, quasi un anno fa, aveva minacciato che se non ci fossero state risposte “Tutto ne risentirà“. Tuttavia nulla era stato fatto, anzi, la vicenda era nuovamente sprofondata nel dimenticatoio, pur con le proteste dell’avvocato Alessandra Ballerini, che aveva chiesto dove fossero finite le ritorsioni economiche programmate contro l’Egitto.


