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mercoledì, 5 Ottobre 2022

Ferriera, Scoccimarro: Nessuna famiglia dovrà restare senza stipendio

16.09.2019 – 13.01 – Non c’è più spazio per la discussione o per tornare indietro nelle parole dell’assessore regionale all’ambiente, Fabio Scoccimarro, il quale oggi ha ribadito che “L’area a caldo della Ferriera non è più compatibile con lo sviluppo della città né con il tessuto urbano che la circonda“.
Metaforicamente la nave è stata bruciata sulla spiaggia: l’unica direzione è avanti, verso l’entroterra selvaggio di una chiusura ormai non più rinviabile. L’occasione del pronunciamento di Scoccimarro è stato durante l’ultimo consiglio comunale, riunito ad hoc per discutere la questione.
“Sono oltre 20 anni che se ne parla – ha ricordato Scoccimarro – e sono state fatte alcune scelte legittime anche se poco lungimiranti. L’idea di cucire addosso all’impresa un accordo di programma e un’Aia in fretta e furia fu infatti certamente discutibile. Tuttavia siamo in uno stato di diritto, in cui per revocare qualsivoglia concessione o autorizzazione, vanno seguiti iter amministrativi e non politici”.

La chiusura dell’area a caldo della Ferriera, ha rimarcato Scoccimarro, “è espressione degli elettori che hanno eletto i rappresentanti politici in virtù di un programma ben preciso. Indirizzo politico rinforzato da una mozione trasversalmente approvata da quasi tutte le forze politiche del Consiglio regionale, con la sola astensione del Pd“.
Non è difficile intravedere, in questa dichiarazione, uno scaricare le responsabilità della chiusura sulle spalle dei triestini, presso cui effettivamente la dismissione dell’area riscuote un consenso abbastanza unanime.
“In questi mesi – ha chiarito Scoccimarro – ho preferito lavorare sottotraccia, fuori dai riflettori dei media, partendo dal presupposto che in uno stato di diritto non si possono revocare d’imperio concessioni e autorizzazioni rilasciate, nella fattispecie, dall’Amministrazione regionale precedente. Si correrebbe infatti il rischio di far ricadere il costo di eventuali contenziosi sulle tasche dei cittadini”.

“Comunque, a differenza di quanto dichiarato pubblicamente dall’azienda – ha sottolineato l’assessore – non tutto l’Accordo di programma né l’Autorizzazione integrata ambientale hanno luce verde, alcuni punti sono gialli e c’è un importante semaforo rosso sulla copertura dei parchi minerali e fossili“.
Secondo Scoccimarro, tuttavia, il dialogo con Arvedi è stato costruttivo, sebbene sia stato rivelato come sia stata la Regione ad aver fatto i primi passi in avanti, con (tante) concessioni. Un’ammissione che stona con i toni duri del Cavalier Arvedi, lontani dall’essere in alcun modo riconciliatori o soddisfatti del dialogo con la Regione.

In merito alle risorse necessarie allo smantellamento degli impianti e alle bonifiche, Scoccimarro ha ricordato come, affinché i costi siano finanziati dallo Stato, l’area deve essere di proprietà pubblica. Da qui, ha evidenziato Scoccimarro, il coinvolgimento dall’Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico Orientale per un’eventuale interesse sul sito.

Sul fronte del lavoro, Scoccimarro ha infine concluso affermando che “nessuna famiglia dovrà rimanere senza stipendio. Non è una promessa – ha aggiunto – ma un obiettivo cardine che questa Giunta regionale si prefigge perché ambiente e lavoro devono coesistere”.

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Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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