Bloccati sulle Cime di Lavaredo, rifiutano i soccorsi. Conto salato

04.09.2019 – 8.40Tre giorni abbarbicati contro la parete rocciosa, ma non volevano alcun aiuto per scendere, il loro obbiettivo era arrivare alla Cima Ovest di Lavaredo. Protagonisti dell’insolita vicenda una coppia di alpinisti che si erano incaponiti di proseguire la salita con le loro sole forze per raggiungere la vetta; l’elicottero del Soccorso Alpino si è alzato in volo due volte ma in entrambe le occasioni i due hanno rifiutato di salire a bordo.

Tutto era iniziato come una normale scalata, la coppia – lui di 45 anni e lei 36enne, avevano deciso di uscire per arrampicarsi fino alla cima ma la madre dell’uomo che li attendeva al rifugio Auronzo, non vedendoli rientrare aveva lanciato l’allarme pensando il peggio. I soccorritori erano intervenuti con l’elicottero, tuttavia una volta individuati, i due avevano rifiutato il recupero convinti di riuscire a proseguire soli, pensando di essere arrivati quasi in vetta; la coppia aveva quindi passato la notte all’addiaccio in parete. Grazie alle foto ricevute, i soccorritori avevano capito che gli alpinisti si trovavano nella parte opposta della parete che solitamente viene utilizzata, per aiutarli i tecnici avevano inviato loro due relazioni, spiegando il percorso da fare per procedere avanti in sicurezza, esortandoli però ad attendere le prime luci per ripartire.

Il Soccorso Alpino aveva continuato a monitorare la situazione, cercando di mettersi in contatto per tenersi costantemente aggiornato sulla situazione dei due alpinisti, ma non ricevendo alcuna risposta e sotto richiesta della madre dell’alpinista che non vedendoli rientrare con i soccorritori, aveva avuto un malore a causa dell’agitazione, l’elicottero era stato inviato una seconda volta sul posto. Inutili le sollecitazioni da parte dei tecnici del Soccorso Alpino per convincere la coppia a farsi aiutare per il rientro, tanto che l’uomo infastidito aveva deciso di non rispondere più. Le cattive condizioni meteorologiche, non sembravano scoraggiare i due che nuovamente hanno rifiutato di essere imbarcati sull’elicottero, limitandosi a chiedere altre informazioni.

Venuti a sapere che gli alpinisti si erano bloccati a 2.750 metri di altezza, l’elicottero è andato per la terza volta in loro soccorso; questa volta, i due hanno finalmente ceduto, accettando di buon grado l’aiuto. Il tecnico dell’elisoccorso è riuscito nella difficile manovra di avvicinamento alla parete, facendo spostare la coppia in un punto più agevole, dove calare il verricello per poter portare a bordo i malcapitati. I due sono stati trasportati al rifugio sani e salvi, fortunatamente non sembrano aver risentito molto del tempo passato all’addiaccio.

Un altro paio di maniche invece sarà il conto che verrà presentato loro per l’impiego dell’elisoccorso; a quanto pare la loro cocciutaggine infatti gli costerà cara, un maxi-conto che potrebbe arrivare fino a 7.500 euro, in base ai costi fissati dalla delibera regionale del settembre del 2011, la quale ha stabilito un costo di circa 90 euro al minuto. Secondo quanto regolato dalle norme regionali, il costo dell’intervento vengo addebitati all’utente nel caso in cui il richiedente sia illeso o per chi si mette volontariamente in una situazione precaria e rischiosa; nel caso di persone con qualche patologia o ferita, le spese sono a carico del servizio sanitario.

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