A tu per tu con le sorelle Novellino. Intervista doppia

foto di Andrea Nicodemo

28.9.19 – 08.30 – Donatella e Deborah Novellino giocano a calcio e condividono questo cognome con Walter Alfredo, un nome che chi ha un’infarinatura di football nostrano avrà sentito almeno una volta. Sono sue nipoti, ma di lui non si parlerà in questa intervista, bastano le storie di queste due ragazze, partite dal sud insieme e poi svoltate in direzioni diverse lungo la strada, ma sempre con il pallone tra i piedi. Oggi Donatella gioca a Portogruaro in Eccellenza, Debora in serie A al Pink Bari. Proprio il calcio nello scorso weekend ha dato loro l’opportunità di incontrarsi: trasferta a Tavagnacco per Debora che ha soggiornato da Donatella e dando così l’assist per un’intervista in coppia delle sorelle Novellino.

Nome?
Donatella Novellino: Donatella Novellino.
Debora Novellino: Debora Novellino.
Ruolo?
Dona: Difensore centrale.
Deb: Jolly: difensore centrale ma anche sia terzino sinistro che esterno alto a destra.
Squadra?
Dona: Portogruaro Calcio.
Deb: Pink Bari.
Età?
Dona: 27.
Deb: 22.
Chi è più forte tra voi due?
Dona: (ridendo) Questa è una domanda intima e personale, c’è un duello che dura da anni! Inizialmente ero io quella forte, poi lei mi ha superato ma cerco di starle accanto.
Deb: Confermo tutto.
Dona: Non puoi che fare altro, sennò stasera dormi in giardino!
Una qualità di tua sorella?
Dona: La caparbietà, è molto testarda. Tiene sempre a mente il proprio obiettivo e fa di tutto per raggiungerlo, nel gioco e anche nella vita.
Deb: La bontà, è molto brava a fare gruppo. Infatti è il capitano del Portogruaro.
Un difetto di tua sorella?
Dona: È molto permalosa, sia in campo che fuori.
Deb: Invece Donatella…
Dona: …Donatella è perfetta, non ha difetti.
Deb: Donatella è pesante! Perché deve sempre aver ragione, non bisogna contraddirla mai.
Dona: La verità è che sono perfetta, ma lei non vuole ammetterlo. Fa niente, scrivi: “Donatella è perfetta”.
Deb: Ma non è vero!
Differenze tra Portogruaro e Bari?
Dona: Calcisticamente due mondi diversi, il Bari è in serie A da diversi anni, Il Portogruaro è una società giovane, è nata nel 2014, e quindi a livello gestionale e di esperienze è agli inizi, a differenza del Bari che è più strutturato. Portogruaro città a me piace, perché ci lavoro e ce l’ho nel cuore. A Bari ho fatto l’università, ma non ci abiterei mai. Deborah invece da Bari non andrebbe mai via.
Deb: Per me è comodissima, per la vicinanza della famiglia, ma a Portogruaro e Pordenone si vive bene, perché ci sono i servizi, però non ci vivrei: il sole del sud è diverso.
Debora, una valutazione sul Portogruaro calcio attuale?
Deb: Le ho viste contro il SaroneCaneva. Una squadra con tutte ragazze giovani e che devono crescere molto. Anche nell’ultima partita potevano segnare di più per il loro valore. Se possono migliorare? Nella vita niente è impossibile.
Quali sono gli obiettivi per i vostri rispettivi campionati?
Dona: Per me è vincere il campionato, sono anni che non c’è salto di categoria. Puntiamo a vincere quest’anno, con tutte le forze.
Deb: Invece il mio è crescere e migliorarmi sempre di più, per far vedere che il Bari femminile è capace di andare avanti con le proprie gambe.
Che squadra tifate?
Deb: Io sono milanista!
Dona: Anch’io sono milanista, ma io e mia sorella odiamo vedere le partite. Noi amiamo giocare, ma nel nostro cuore ci sono Lecce e Milan, perché tutti in famiglia lo tifano.
Cosa vi salta subito all’occhio quando conoscete una nuova compagna?
Dona: Nella mia carriera ogni uno\due anni ho cambiato squadra, perché ero sempre in cerca di qualcosa di più. Ogni volta c’è la novità, ma per carattere né io né mia sorella abbiamo mai avuto limiti ad adattarci nelle squadre. Entrambe sappiamo stare nel gruppo e…
Deb: …e poi Donatella è simpaticissima, è bellissima, è fortissima…
Dona: Lo stesso vale per te?
Deb: Io a parte (scandisce) “permalosa” sono anche una persona solare, scherzo con tutti.
Una qualità che apprezzi in chi ti circonda?
Dona: La generosità disinteressata, non si vede spesso. Quella che non ti fa ricevere qualcosa per essere “la figlia di”, “la nipote di”…dopodiché però esistono realtà in cui ricevi qualcosa senza secondi fini.
Deb: A me l’umiltà, soprattutto chi dice “dove si mangia in due si mangia in tre”. Non sono cresciuta nell’oro ma non mi sono mai lamentata di niente.
Una domanda che speravate di ricevere ma non vi ho fatto?
Dona: Debora vorresti mai marcare tua sorella?
Deb: No non potrei mai, perché, essendo nata difensore centrale, non potrei mai farle del male.
Dona: (si mette a ridere) Che stupida. E invece vorresti giocare nella stessa squadra di tua sorella?
Deb: No, perché abbiamo già giocato insieme in passato e quando litigavamo lei non mi passava la palla.
Dona: Vabbè ero piccola, avevo vent’anni, non lo ritenevo necessario!