1.09.2019 – 14:00 – Ci sono imprenditori che si sforzano di trovare un’idea geniale per cambiare le sorti di un settore, ma ci sono anche uomini che, giovanissimi, s’innamorano di un sogno e fanno di tutto per realizzarlo. Quest’ultimo è il caso di Romano Artioli, un grande imprenditore italiano che sin da giovane ha inseguito il sogno personale di far rinascere una delle più prestigiose marche automobilistiche di sempre; la Bugatti. Verso la fine degli anni ‘80, più precisamente nel 1987, Artioli, grazie alla sua lungimiranza imprenditoriale, riuscì ad incantare il governo francese e a farsi cedere i diritti per la produzione di vetture a marchio Bugatti. (Azienda fallita nei primi anni ‘60 e successivamente rilevata dall’Eliseo).
Fatto ciò, decise di ubicare lo stabilimento produttivo nei pressi di Campogalliano, un piccolo paesino di 8.000 anime, nel modenese. Quale regione migliore poteva esser scelta, per produrre automobili di prestigio, se non l’Emilia?
La fabbrica, oggi tristemente nota con l’appellativo di ‘’La Fabbrica Blu’’, (Clicca qui per vedere com’è oggi) fu per oltre un quinquennio uno dei migliori siti produttivi del mondo, dotata di macchinari di ultima generazione e costruita nel rispetto dell’ambiente e del buon vivere degli esseri umani e delle maestranze che lo occupavano.
Da un luogo del genere, non potè che uscire un modello di automobile altrettanto speciale ed avanguardistico; la Bugatti EB110. Questa vettura, fu per diversi anni la fuoriserie super sportiva punto di riferimento per tutti gli altri produttori di supercar e, questo aspetto, oltre ad essere il suo principale punto di forza, sarà anche il motivo della sua prematura fine.

Nel 1995, infatti, la produzione della EB110 cessò bruscamente e l’azienda dovette dichiarare il fallimento e chiudre i battenti: le elevate spese sostenute per la costruzione dello stabilimento, per i collaudi della EB110 e per il prototipo del futuro modello EB 112, (mai realizzato in serie), portarono la ‘’Bugatti Automobili’’ ad una sovraesposizione finanziaria e, nonostante l’elevato numero di ordinazioni, i fornitori pretesero il rapido rientro delle somme dovute e sospesero le consegne della componentistica. Tale precipitosa successione di eventi fu frutto, secondo l’opinione dello stesso Artioli, di un subdolo complotto industriale ordito da un’azienda automobilistica concorrente presente sul territorio (NDR: Artioli non ha mai fatto il nome ma non sono molti i brand diretti concorrenti della zona) e molto più potente dal punto di vista economico rispetto alla neonata Bugatti di allora. Si concluse così la parentesi italiana della Bugatti.
”Bugatti & Lotus Thriller”, alla Libreria Lovat:
Il 9 Settembre 2019, alle ore 17:30, Romano Artioli giungerà a Trieste per presentare il suo libro ‘’Bugatti & Lotus Thriller – La Costruzione di un Sogno’’.

L’imprenditore bolzanino, per oltre un ventennio, si è tenuto dentro diverse verità, ma oggi, alla soglia del suo 87° compleanno, ha deciso di dare sfogo ai suoi ricordi e mettere nero su bianco tutte le vicende della sua esperienza nel mondo dell’auto e, soprattutto, i nomi e cognomi di chi l’ha voluto fuorigioco e ridotto sul lastrico.
L’evento, si terrà alla ‘’Libreria Lovat’’ di Viale XX Settembre 20, e sarà moderato dalla giornalista Maria Barbara Tolusso.


