28.08.2019 – 10.18 – La fine delle ferie di agosto riapre la questione del Porto Vecchio con la costituzione della società consortile (ente di diritto pubblico economico) responsabile della vendita presso i privati di una parte dell’eredità portuale. La società “Ursus“, costituita secondo il modello Coselag, avrà il compito di vendere quaranta tra magazzini e hangar nella parte centrale del Porto Vecchio: quasi trenta ettari, pari a metà dell’area sdemanializzata.
In seguito all’emendamento approvato a luglio dal Consiglio regionale all’interno dell’assestamento estivo di bilancio, il primo passo per la società consortile sarà avere un accordo di programma e approvare la bozza di statuto. Quest’ultima è stata scritta dal Comune, ma dovrà venire approvata dall’Authority e dalla Regione. L’accordo di programma deciderà invece gli indirizzi, obiettivi e tempi di costituzione della società consortile. Idealmente il Comune di Trieste manterrà oltre il 50% delle quote azionarie, mentre il rimanente verrà spartito dalla Regione e dall’Autorità Portuale.
Rimane però nebulosa l’effettiva riqualificazione del Porto Vecchio: al di là infatti del possesso dell’area affacciata al mare proprietà dell’Authority e della divisione in quattro zone (misto, moli, museale-congressuale, ludico-sportivo) il destino dei 65 ettari è ancora tutto da definire.









