29.08.2019 – 20.16 – Il governo futuro sarà uno “per il bene dei cittadini”, un paese “che valorizzi i beni comuni e il patrimonio artistico, culturale“. Queste le importanti parole pronunciate dal presidente del consiglio incaricato, Giuseppe Conte, durante il discorso al Quirinale di questa mattina, dopo aver ricevuto l’incarico di formare un nuovo governo dal presidente della repubblica Sergio Matterella. Una promessa – tra le tante all’interno delle linee guida delineate da Conte – che ha immediatamente galvanizzato il settore culturale, da tempo precario e in grave difficoltà. La valorizzazione del patrimonio culturale, in tal senso, sembra essere una priorità per Conte. In altre occasioni, infatti, aveva dichiarato di volere un “nuovo Umanesimo“. “Non ho mai pensato che fosse lo slogan di un governo, ho sempre pensato che fosse l’orizzonte ideale per un intero paese”, aveva affermato.
Entusiasmo misto a perplessità dall’Associazione Nazionale Archeologi, che ha accolto con favore l’inserimento tra i temi centrali del nuovo governo i beni culturali, ricordando al contempo come siano necessari tuttavia interventi concreti.
“Le Convenzioni Europee di La Valletta e di Faro – scrive l’Associazione – offrono già una strada da percorrere per l’azione dei prossimi anni, ma solo a patto che trovino un concreto riscontro politico nei provvedimenti e nelle azioni delle istituzioni repubblicane, da indirizzare in primo luogo al miglioramento delle condizioni lavorative dei tanti operatori del settore”.
C’è speranza dunque per la valorizzazione dei beni culturali, sebbene permanga lo scetticismo che queste siano solo belle parole – che non si negano a nessuno – senza un reale contenuto a cui fare seguito.









