20.08.2019 – 19.05 – L’improvviso crollo della piscina Acquamarina ha gettato un’ombra non solo sul fato dei dipendenti, quanto su quello dei suoi pazienti, spesso diversamente abili, malati gravi o cronici per i quali esplicitamente era stata prescritta una cura con le acque dello stabilimento. Il vicepresidente della Regione e assessore alla salute Riccardo Riccardi informa che almeno per quanto riguarda le prestazioni di idrokinesiterapia AsuiTs è stata trovata una soluzione con la piscina di Duino Aurisina, con la Casa di Cura Pineta del Carso. Normalmente è riservata ai soli degenti, ma in questo caso, visto l’eccezionalità del disastro, qualunque paziente che aveva una convenzione con la “vecchia” Acquamarina dovrebbe poterne usufruirne.
Prima del crollo, infatti, presso la piscina Acquamarina la Casa di Cura Pineta del Carso in convenzione con Asuits erogava prestazioni di fisiokinesiterapia e di idrokinesiterapia, quest’ultima molto importante nel processo riabilitativo di varie patologie croniche e gravemente invalidanti. La Direzione centrale salute, in brevissimo tempo, ha istruito le necessarie pratiche amministrative di verifica e controllo dei requisiti richiesti per poter erogare prestazioni sanitarie, richiamando dalle ferie alcuni funzionari, e ha nuovamente
accreditato la piscina della casa di cura di Duino Aurisina anche per le prestazioni ambulatoriali.
Le prestazioni di fisiokinesiterapia prima fornite presso la piscina Acquamarina saranno invece erogate presso gli ambulatori di Pineta city, sempre in convenzione con la casa di cura Pineta del Carso. In entrambi i casi rimane una soluzione tampone, dal difficile proseguimento negli anni a venire. La problematica del crollo, d’altronde, rende difficile pensare alla costruzione di una nuova struttura in tempi rapidi, anche senza considerare i costi e la burocrazia associati all’impresa.


