21.08.2019 – 11.08 – “La situazione al rione di Zochét, a Monfalcone, è intollerabile: le manutenzioni degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, abitati e sfitti, vanno affrontate al più presto, non soltanto in questo luogo ma in tutto il Friuli Venezia Giulia”. È il commento del presidente del gruppo regionale dei consiglieri di Forza Italia, Giuseppe Nicoli, di fronte ai malumori di alcuni residenti del quartiere satellite monfalconese. “È proprio pensando a queste situazioni”, continua l’esponente di centrodestra, “che ho insistito con forza, in sede di discussione della riforma regionale delle Ater, nell’indicare che la prima mission dell’Azienda dev’essere quella di mantenere efficiente il patrimonio che gestisce. Sono convinto che il cambio di governance delle Ater, in questo senso, garantirà più attenzione alle esigenze dei residenti, che in nessun caso possono sentirsi cittadini di serie B”. Per quanto riguarda il territorio di Trieste ma non solo, la delicata situazione delle manutenzioni degli immobili Ater, molti dei quali oggi inutilizzabili, era stata precedentemente affrontata e sottolineata da Fratelli d’Italia con Claudio Giacomelli.
Per il rione di Monfalcone, “Nel caso specifico si tratta di stabili di proprietà comunale, ma gestiti dall’Ater”, ha precisato Nicoli. “È emblematico che una residente abbia osservato che quando la cura era in capo al Comune le cose andavano bene, per poi cambiare del tutto. Alloggi sfitti lasciati a loro stessi, infiltrazioni, umidità, muffe sui muri e un’evidente trascuratezza nella cura del verde: situazioni fonti di disagio per le famiglie che da tempo non vengono non affrontate. L’Ater deve porre un’attenzione particolare a Monfalcone che ha un patrimonio importante di edilizia territoriale, così come al resto della regione”.
Secondo Nicoli, la situazione è figlia “della precedente amministrazione di sinistra, che si è dimostrata inefficace e inadeguata nel togliere alla politica determinati compiti, per lasciarli ai tecnici, quali sono i direttori. I Consigli di amministrazione che saranno nominati ai vertici delle Ater, che il centrodestra ha voluto reintrodurre con una riforma connotata da una forte azione politica, potranno pianificare gli interventi d’intesa con i sindaci, vicini al territorio, dunque ai residenti e alle loro esigenze, ponendo così al primo posto le famiglie, quando ad altri sembra che si tratti soltanto di gestire operazioni immobiliari. “È ovvio che nessuno ha la bacchetta magica e servirà un importante sforzo in termini di pianificazione e risorse, ma è certo che non potranno più essere tollerate mancanze nelle manutenzioni ordinarie e straordinarie. La questione della scarsa manutenzione”, ha aggiunto Nicoli, “è legata anche a quella dell’elevato numero di unità sfitte per mancanza di agibilità. Nell’Isontino, sono circa il 15 per cento. Vanno rese al più presto disponibili a fronte della sempre presente emergenza abitativa. “Già in qualità di relatore di maggioranza del disegno di legge n. 56 in materia di ordinamento delle Ater approvato dal Consiglio regionale a fine luglio”, conclude Nicoli, “avevo espresso preoccupazione oltre che sulla carenza di manutenzione degli alloggi, sulle elevate percentuali di quelli sfitti e sulle morosità, soprattutto nei territori di Trieste e Gorizia”.
[c.s.][immagine di repertorio ristrutturazioni Ater Monfalcone]


