Fuochi d’artificio e animali: quanto li spaventano? Gli spettacoli d’agosto e i nostri cuccioli

16.08.2019 – 11.42 – Novità un po’ a metà, quella dei fuochi d’artificio ‘musicali’ triestini di Ferragosto: senza dubbio belli, ma non tanto musicali, e non completamente silenziosi, tanto da essere udibili – certo in maniera molto inferiore a quella degli spettacoli degli anni precedenti – in centro città, in tutte le zone da Largo Barriera a San Giacomo e oltre, e anche in periferia, a San Luigi e San Giovanni. Un po’ di rimpianto, per i fuochi degli anni scorsi, c’è stato; la motivazione per i fuochi d’artificio ‘silenziosi’ di Trieste, le esigenze degli oltre ventunomila cani registrati all’anagrafe canina, e per favorire anche gli amici a quattro zampe il Comune ha pensato di poter accontentare tutti, finendo non per sua colpa per scontentare un po’ qualcuno e accendere la miccia della platea di Facebook. Accontentare tutti è un’impresa titanica. Ma i cani e i gatti sono veramente spaventati dai fuochi d’artificio? 

[i fuochi 2019 dal Molo Audace. Foto: Mauro Bernazza]

C’è una differenza fra i fuochi artificiali tradizionali, quelli che fino all’anno scorso abbiamo visto in piazza a Ferragosto, e i cosiddetti ‘botti’ – che, si può dire, sono quelli di Capodanno. Il ‘botto’ è qualcosa che arriva di colpo, inatteso, irregolare, e imprevedibile: i fuochi artificiali, dopo l’inizio, seguono una cadenza programmata. I botti sono pericolosi per la tranquillità degli animali di compagnia? Si può dire decisamente ‘sì’ per quanto riguarda il cane, un po’ meno il gatto. Si può dire molto meno pericolosi per quanto riguarda i fuochi artificiali.
Il botto improvviso, inatteso, suscita nel cane un forte senso di ansia e paura, e può arrivare a compromettere funzioni vitali come quella cardiaca, tant’è che esiste la pistola scacciacani, che esplode colpi molto forti a salve; i fuochi artificiali possono agitarlo, ma molto meno se è in un ambiente protetto, e ai fuochi artificiali il cane può abituarsi senza cadere nella fobia da effetto sonoro. Un forte scoppio improvviso, un botto, è pericoloso per tutti: può essere anche il tuono di un forte temporale, si può morire di spavento, cane e uomo che sia, mentre è raro sentire di qualcuno morto di spavento durante uno spettacolo di fuochi artificiali.
È meglio sempre prevenire la possibilità di essere esposti a un rumore molto forte e inaspettato, sia che si parli del nostro cucciolo che di noi, ed essere pronti a prendere dei sedativi. Se il WWF ci mette correttamente in guardia dal rischio, per quanto riguarda le statistiche le uniche abbastanza precise sono quelle britanniche, che mostrano un’incidenza di meno dello 0,1 per cento di casi in cui gli animali abbiano mostrato traumi o dovuto essere sedati su richiesta dei loro proprietari. Potenzialmente, molto più fastidiosi per i nostri animali da compagnia sono i concerti Rock degli stadi o la sirena troppo alta dell’ambulanza; o per il gatto, ad esempio, la musica elettronica di un certo tipo, che diffonde suoni a una gamma di frequenze che lo agitano moltissimo anche se il volume non è alto. L’allarmismo per la salute del cucciolo scatta a Capodanno e quando ci sono i fuochi di Ferragosto; però è di questo, di allarmismo, più che di rischio reale, che si parla. Le fobie degli animali in presenza di fenomeni acustici hanno di solito origini pregresse e soggettive: se da cucciolo, più o meno fra il secondo e il quarto mese di vita – dipende dalla razza, taglia e soggettività – il cane è stato fortemente scosso da un’esplosione, probabilmente rimarrà molto sensibile a fenomeni simili, e il suo proprietario dovrà tenerlo presente, preoccupandosi di riconoscere la possibilità di stati di ansia derivanti da esposizione sonora, allontanandosi dall’area esposta e, se si è in casa, chiudendo e schermando le finestre per il periodo degli scoppi. Anche tenere la televisione accesa o fare normale conversazione aiuta molto a ridurre il rischio d’ansia del cane o del gatto. Lo spavento dell’animale, che si manifesta con la fuga, può non essere inoltre un sintomo di qualcosa di dannoso o patologico: il più delle volte è una reazione diretta, naturale a una possibile fonte di pericolo, e il nostro cane o il gatto scapperebbero a gambe levate anche se ci cadesse per terra una pentola. Così come del resto, se fossimo ancora bambini, faremmo noi.

Tornando ai botti, che non sono i fuochi d’artificio: le regole sono ormai severissime e la quantità di materiale esplodente che può essere contenuta in essi è rigidamente normata. Più o meno si tratta del rumore che equivale allo scoppio di una cartuccia, ed è molto comune ad esempio per le forze dell’ordine e gli sportivi esercitarsi in poligono a cielo aperto anche in presenza di cani senza che ci siano effetti verificabili di nessun tipo. Il problema dei botti è l’illegalità: alcuni di essi, spacciati sul mercato secondario, contengono polvere da sparo fino a mille volte il quantitativo ammesso dalla legge. Delle vere e proprie mine.

L’ultima cosa che il veterinario ci ricorda: il nostro animale sente la nostra ansia molto di più dei fuochi d’artificio. E quindi, se siamo noi a essere nervosi e ansiosi, magari perché abbiamo paura che il rumore dei fuochi d’artificio possa fargli paura, la paura gliela trasmetteremo davvero: i cuccioli sono in grado di subire gli stati emotivi dell’uomo. Per i ventunomila cani dell’anagrafe cittadina, quindi, è importante più di ogni altra cosa avere un compagno umano sereno e attento.

[r.s.]