09.07.2019 – 08.55 – Trieste Estate acquista un sapore mitteleuropeo con lo spettacolo in scena domani, 10 luglio, ore 21, al Bastione Rotondo del Castello di San Giusto: “A.R. Kugy Memorie di guerra ed echi di pace“, scritto da Luciano Santin e prodotto dall’Associazione Internazionale dell’Operetta FVG. Un omaggio al patriarca delle Alpi Giulie, colui che incarnò al meglio il carattere transnazionale delle nostre montagne, territorio senza confini tra Austria, Italia e Slovenia. L’opera analizza nello specifico il difficile periodo della Prima Guerra Mondiale, quando Julius Kugy scelse di arruolarsi nell’esercito austro-ungarico, nonostante l’avanzata età. In scena il soprano Ilaria Zanetti, che darà voce ai brani musicali tratti da un vasto repertorio caro a Kugy, da Franz Schubert a Wagner, da Mozart a Viktor Parma. I brani tratti dai suoi libri saranno recitati da Massimo Somaglino, al pianoforte Cristina Santin.
Chi visita il Giardino Pubblico di Trieste vi scoprirà, accanto ad alcuni secolari busti, alcune novità, risalenti agli ultimi decenni; tra questi spicca il busto di Julius Kugy, risalente al 2008, nell’occasione del cento cinquantenario della nascita (1858-1944). Il commosso omaggio, collocato su un basamento di pietra di Aurisina, non è però l’unico, perché simili statue, busti e targhe dedicate a Kugy sono rinvenibili tanto nell’Austria, quanto in Friuli Venezia Giulia, quanto in Slovenia. Una testimonianza dell’agire di un uomo legato a una concezione multinazionale, saldamente collocata nella tradizione dell’Austria-Ungheria.
Non a caso, un turista giunto ai piedi del passo del Vršič, contornato dalle montagne slovene, vi ritroverà quell’identico volto e cappello del Kugy ammirato nel Giardino Pubblico, stavolta collocato davanti al monte Jalovec, particolarmente amato dall’alpinista. E’ significativo, in tal senso, come l’esperienza di alpinista di Kugy trovi comunanza con i valori di civiltà degli intellettuali transnazionali austro-ungarici, specie nella reciproca tolleranza dell’identità nazionale. La montagna, scrive, è “un programma di educazione… scuola dove gli uomini imparano che il primo dovere, e il massimo documento di saggezza, è la tolleranza reciproca“. Lo spettacolo indaga la partecipazione di Kugy alla Prima Guerra Mondiale, quando, cinquantasettenne, decise di militare con l’Austria-Ungheria quale Alpine Referent volontario. Dell’esperienza, dal giugno 1915 in Kanaltal alla primavera del 1918, sul Piave, Kugy parla ampiamente nel “Capitolo IX” del suo primo libro Aus dem Leben eines Bergsteigers. Pagine che però vennero autocensurate dall’autore, che doveva vivere nella Trieste fascista. Le memorie belliche usciranno appena nel 2008, nel centocinquantenario della nascita di Julius Kugy, e da queste è tratta la prima parte dell’evento, che ha un taglio eminentemente letterario.
Dopo i monti, l’altra grande passione di Kugy fu la musica, cui è dedicata la seconda parte dell’evento. Il dottore suonò l’organo e ne donò uno, ancora esistente, alla chiesa dei mechitaristi di Trieste, con il patto di poterlo suonare la sera. Fu inoltre tenore nel Coro Palestriniano, e curatore della branca musicale dello Schillerverein, per il quale organizzò numerosi concerti, dai cui programmi sono stati scelti alcuni dei brani di questa sera. Altri derivano dalle poesie del poeta tedesco Rudolf Baumbach, l’autore di “Zlatorog”, che fu mentore del giovane Julius.
“Infiniti aneliti verso le vette dei monti mi vennero dal romanticismo di Baumbach, che mi infuse nell’anima aperta tutto il romanticismo del suo ricco cuore di poeta e gli aurei tesori della sua poesia”, scrive questi in “Dalla vita di un alpinista” “Credo davvero di potermi considerare in senso lato un alunno di Baumbach. Basti pensare all’importanza che dovette avere per il mio giovane cuore lo Zlatorog, dove fin dall’inizio il venerando duomo del Tricorno sorge come un immenso altare di ogni pia nostalgia e devozione montana”.









