Cimice asiatica, seri danni nella Bassa Friulana. Intervento di Budai e Spagnolo (Lega)

16.07.2019 – 14.57 – È iniziata in questi giorni, da parte dei consiglieri regionali della Lega Alberto Budai e Maddalena Spagnolo, una ricognizione sulla grave situazione dei danni provocati dalla cimice asiatica in alcune aziende della Bassa Friulana occidentale, nei dintorni di Latisana. “È stata l’occasione per apprezzare la professionalità e la capacità di aziende messe a dura prova dai danni causati dalla cimice asiatica. Stiamo spiegando agli imprenditori”, hanno ricordato i due esponenti della Lega, “che la Regione Friuli Venezia Giulia sperimenterà, attraverso il braccio operativo dell’Ersa, l’effetto di una vespa autoctona in grado di parassitare le uova della cimice asiatica e di ridurre così i danni che provoca in agricoltura. Purtroppo tutto il Nord-Est è sotto scacco di quest’insetto, ma contiamo che la sinergia con altre realtà, non solo nazionali, porti a una soluzione. “I danni nelle aziende visitate sono drammatici soprattutto nel settore frutticolo, dove in alcuni casi è andato perso fino al 100% del raccolto”.

La diffusione in Europa di questi insetti originari della Cina e dell’Asia orientale, dalla livrea più scura di quella dei loro parenti nostrani e quindi facilmente distinguibili, è stata dovuta, dagli anni Novanta in poi, all’importazione dai paesi d’origine attraverso container, merci e viaggi in aereo. Dalla Cina e dal Giappone la cimice marmorata ha raggiunto prima gli Stati Uniti e poi, negli anni Duemila, i paesi europei: in Italia è stata vista per la prima volta nel 2012. A differenza che in Asia, però, la cimice marmorata in Italia non ha antagonisti naturali, e in assenza di interventi con insetticidi si riproduce massicciamente e in maniera indisturbata; la soia è la pianta più adatta al suo sviluppo, ma si nutre di sostanze provenienti da una grande varietà di coltivazioni, dai pomodori alle pere alle mele per arrivare all’uva, provocando danni che possono arrivare, come si è detto, fino alla perdita del raccolto. La cimice marmorata è fortemente infestante, molto resistente e in grado di difendersi dal gelo; introdurre nelle nostre aree gli antagonisti naturali che trova in Asia non sarebbe opportuno, in quanto gli stessi potrebbero provocare altri squilibri, e fino a quanto non si sarà trovata una specie locale in grado di contrastarla – sono in corso gli esperimenti con imenotteri e specie di vespe – non resterà, per salvare le coltivazioni, che l’intervento chimico.

[r.s.]

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