1.8 C
Trieste
giovedì, 27 Gennaio 2022

BeLiked, la startup con il Social Network nel cuore. Marco Valentinsig, Joel Henry e Internet

02.07.2019 – 11.29 – Marco Valentinsig e Joel Henry, ovvero BeLiked: non un’agenzia digitale in un mondo in fase di digitalizzazione in cui ce ne sono già moltissime, ma due volti, due nomi e un’idea: quella di una startup che avvicina il cliente ai Social Media, rafforzando la sua parte digitale e ‘saltando’ (quasi) Internet. La carta si può considerare dimenticata. Sta diminuendo drasticamente, sia dal punto di vista dell’uso che ne fanno le persone ogni giorno, sia per quanto riguarda la comunicazione aziendale. Capiremo come fanno, e cosa fanno, assieme a loro.

Marco, ‘saltare’ Internet, naturalmente, è un’iperbole; però rappresenta un punto di forza. Come vedi il mondo della comunicazione su Internet oggi?

L’attenzione di chi cerca informazione si è spostata, e questo è anche il motivo della nostra scelta professionale indirizzata sui canali Social. Siamo dell’opinione che addirittura il sito Internet, questo almeno dalle ultime esperienze che abbiamo avuto, sia diventato ormai solo un repositorio, un luogo in cui l’informazione viene archiviata ma senza che ci sia dinamismo nel suo aggiornamento, reperimento e utilizzo. Il sito Internet è la vetrina: ci carichiamo le nostre cose più perché dobbiamo averla – e questo ne conserva comunque il valore anche oggi – piuttosto che per un suo reale utilizzo quotidiano. Per movimentare l’informazione usiamo altro.

Quanto è cambiato, per quanto riguarda Internet, e in quanto tempo?

Da un punto di vista della ‘user experience’, la navigazione quindi, la fruibilità dell’informazione si è radicalmente ampliata. L’informazione è quasi diventata una dipendenza, una ‘addiction’; conseguentemente, questo porta all’utilizzo quasi compulsivo dello strumento ‘rete’ e in particolare dello strumento Social Network. E quindi i brand non possono più farne a meno, perché sanno che sarà il loro primario veicolo di contatto. È un circolo vizioso. Questo è accaduto in meno di dieci anni, in particolare negli ultimi cinque. Un tempo incredibilmente breve.

Internet è uno strumento di comunicazione o è un fattore di cambiamento?

Internet non si può più considerare solo uno strumento. È diventato parte della vita delle persone nel corso di tutta la giornata: dire ‘strumento’ è ormai molto riduttivo. Definirei Internet come un ‘luogo’: è un posto dove le persone si ritrovano, fanno business, sentono i familiari, avviano Crowdfunding, donano denaro, fanno di tutto. Fanno le cose che facevano prima, ma le fanno lì, in quello che è diventato un ‘touchpoint’ globale imprescindibile. Un punto di vista: con l’arrivo della realtà virtuale e aumentata, diventerà un posto digitale-fisico: con sensori sempre più evoluti, le persone potranno ‘entrarci’, ‘toccarsi’ e ‘incontrarsi’. Vedendosi in faccia, sedendosi a un tavolo per una riunione.

Comunicazione contemporanea e verticalizzata sui Social Network, quella di BeLiked. Chi siete per davvero? Che cosa vi distingue?

L’idea di sforzarci al massimo per distinguerci dalla ‘solita comunicazione’ ci piace tantissimo: non siamo un’agenzia di media. Ce ne sono già tante. Ai nostri clienti piace vedere che c’è chi propone qualcosa di diverso. Sono partito da questo per spiegare meglio l’esigenza che andiamo a soddisfare sul mercato.

Perché? Che cosa c’è che non va, nella ‘solita agenzia media’?

Le agenzie sono diventate le… zone di comfort dei brand. L’agenzia di media fa tutto: immagine, grafica, testo, video, Social. Come si sa, però, il multitasking è nemico dell’uomo: fai tante cose e tutte assieme, ma nessuna veramente bene. Il cervello mette in stop una parte, e fa l’altra. E se tutti fanno tante cose, anche in modo buono se sono professionali e di alto livello, noi abbiamo detto: verticalizziamoci, facciamo solo Social Media e cerchiamo di farlo al massimo. All’ottimo.

Dal globale di Internet, arriviamo al Friuli Venezia Giulia.

In regione c’è una grossissima falla che riguarda proprio il Social Media, e per diversi motivi, ne cito due: un po’ per cultura, un po’ per età media più elevata delle altre. Sulla cultura, si stanno facendo grossi passi avanti. Per quanto riguarda l’età, siamo prossimi al nuovo cambio generazionale nel mondo del lavoro e della professione, e questo aiuterà il Friuli Venezia Giulia a lasciarsi alle spalle cose ormai obsolete. Altri motivi sono legati a concetti sbagliati su quali siano i suoi meccanismi, mancanza d’informazione a riguardo, percezione del Social come di qualcosa che è diverso da quello che in effetti è. Oggi, per iniziare un’attività, occorre pensare più in grande e non limitarsi al sito ‘vetrina’. I dati contenuti nel sito, all’inizio, non possono avere estensione capillare, che invece una pagina Social ha. La pagina Social può aiutare ad aumentare visibilità e credibilità verso il target che è stato scelto. Senza Social, non riesci a ingaggiare il tuo cliente; con un inizio che tiene conto anche di una comunicazione fatta sui Social si può estendere il contatto in maniera orizzontale, allargata, iniziando a verticalizzare verso il sito solo nel momento migliore. Sui Social network si è quasi allo stesso livello dei clienti o dei potenziali tali.

Un dubbio: affidarsi ai Social come piattaforma principale per il proprio business, per quanto sia attraente, non è pericoloso? Ci si mette nelle mani di un monopolio, con sede in California.

Chiaramente se i termini di servizi della piattaforma cambiano, e se Mark Zuckerberg per Facebook e Instagram o Larry Page per Google premessero domani il bottone rosso, sicuramente sì: un business si bloccherebbe. Qui però entriamo in uno scenario economico e politico ormai molto importante, che va approfondito di per sé. Del rischio ci deve essere consapevolezza: è un mondo in cui non ci sono leggi. Niente, per ora, regolarizza le operazioni di questi ‘titani di Internet’. Questi titani, realisticamente, governano il mondo.

Una domanda tecnica. Per quanto riguarda le statistiche di utilizzo e di visibilità? Google Analytics rimane il punto di riferimento?

Google Analytics ti fornisce statistiche importantissime, rimanendo però uno degli strumenti a disposizione, e da solo non basta. Esiste una gamma di strumenti più vasta, che anche noi utilizziamo nella nostra attività, che ti consentono di arrivare alle informazioni di cui hai bisogno e in maniera molto aggregata e strutturata. Dati estremamente utili per gli imprenditori.

Lavorate sono con clienti locali?

No, abbiamo sviluppato anche partnership in Italia e collaborazioni internazionali. Ci stiamo aprendo al mondo degli Influencer, e stiamo cercando di portarli in squadra.

Qual è il vostro target di clienti?

Quelli medio-grandi. Attualmente ci rivolgiamo a un pubblico che va da 2-3 milioni di euro in su come fatturato. Non disprezziamo la piccola impresa, ma se andassimo a scendere, andremmo anche incontro a due problemi: su un’organizzazione troppo piccola, il primo sarebbe quello della conoscenza e cultura di Internet e della comunicazione di oggi. E il secondo, non meno importante: se l’azienda non ha struttura e budget per formare le sue persone, le difficoltà per avviare una collaborazione con essa sarebbero probabilmente troppo grandi. Un piccolo imprenditore può semplicemente non voler lavorare attraverso i Social Media, perché non crede che siano lo strumento adatto, e questa sarebbe una decisione legittima da parte sua. Se già il Social interessa poco, perché considerato non rilevante, l’imprenditore non andrebbe a investire denaro su cose che non ritiene importanti. Sulla fascia d’impresa media abbiamo invece trovato un buon riscontro: sul territorio del Friuli Venezia Giulia ci sono molti spazi da riempire e c’è molto da fare.

Una vostra caratteristica è quella di personalizzare al massimo il vostro impegno, di ‘metterci la vostra faccia’. Come mai?

Proprio per questo prima di iniziare con BeLiked non abbiamo aperto una pagina Social. Sulla nostra pagina abbiamo agganciato i nostri profili Instagram, che hanno una Fanbase importante, e su cui ci sono i nostri canali, con le nostre storie e le nostre attività. I clienti possono avere idea esatta di cosa facciamo e dell’influenza che abbiamo, rendendosi conto della tipologia di contenuti. Il nostro cliente viene gestito ventiquattr’ore su ventiquattro, sette giorni su sette: questo è molto apprezzato.

Ventiquattr’ore al giorno, sempre connessi. Si riesce a vivere?

Non è tanto un peso per noi; forse più per i nostri familiari e i nostri affetti. Ci vuole buon senso da entrambe le parti: noi dobbiamo riuscire a imporci dei limiti, e gli altri devono alzare un po’ l’asticella di tolleranza nei nostri confronti. I Social garantiscono punteggio alla qualità e velocità di risposta: noi rispondiamo. Il nostro lavoro è questo.

Un perfetto esempio del nuovo mondo del lavoro: giovani senza orario di lavoro imposto, con luogo di lavoro Internet, e lingua inglese per comunicare con tutto il mondo.

Si.

[Joel Henry viene da Ginevra; è svizzero, parla fluentemente il francese, è nato nel 1989 ed ha dieci anni di professione fotografica alle spalle con attività nel mondo dell’immagine professionale. Si è laureato all’Isia di Pordenone in Comunicazione. Marco Valentinsig ha un background informatico con esperienze fatte nel digitale e nella creazione di Community online; dalle Community, poi, a MySpace, dove ha conosciuto Influencer ed è diventato esperto del loro mondo. Ha lavora con un’azienda tedesca e girato l’Europa. Nato nel 1987, è laureato in Comunicazione ed Arti visive a Venezia, ed è stato Marketing Manager di Moroso. BeLiked, come iniziativa, è nata quattro mesi fa.]

Ultime notizie

Dello stesso autore