Stadio Rocco di Trieste, posti a sedere più confortevoli. Quasi tutti.

10.06.2019 – 16.15 – “Lo stadio Rocco rinnovato per gli Europei Under 21: nuovi posti a sedere più confortevoli, per tutti”. O quasi. Non vi è alcun dubbio che lo sconforto della mancata promozione della Triestina in serie B sia stato un boccone amaro da digerire per gli oltre 15.000 spettatori di fede rossoalabardata. Ma se la sensazione dell’occasione sfumata ha rattristato il rientro a casa di molti dei presenti al Rocco, per i tifosi, oltre alla delusione, si era ben prima palesata una sorpresa. La nuova disposizione dei posti a sedere delle tribune è comoda, all’avanguardia e fa fare un notevole salto di qualità allo stadio cittadino, cornice preziosa ed elegante per i prossimi Europei Under 21. Quindi tutti soddisfatti e pronti a gustarsi le gesta dei futuri Neuer, Schweinsteiger e Beckenbauer (l’Under 21 tedesca giocherà a Trieste il prossimo 20 giugno contro la Serbia), seduti su un confortevole seggiolino di nuova concezione.

Non proprio tutti, però, o almeno non tutti comodamente seduti. Così è successo domenica scorsa agli spettatori della prima fila di alcuni dei settori della tribuna Pasinati, quei posti a ridosso della corsia di passaggio. Giunti al loro posto – non senza qualche difficoltà data l’assenza di quasi tutti i numeri delle file di gradoni – si sono trovati davanti alla scelta tra guardare la partita in piedi con la seduta del seggiolino alzata o sedersi “agevolmente” con le ginocchia al petto. La soluzione più ovvia, abbassare il seggiolino e accomodarsi, è infatti un’azione resa impossibile dalla transenna di protezione che impedisce il posizionamento del ginocchio tra la seduta e la traversa di protezione in acciaio. “Un errore e delle responsabilità precise e documentabili aprendo gli incartamenti, che partono dalla progettazione e che coinvolgono a cascata installatori, responsabili di cantiere e direttori lavori, fino ai collaudatori dell’impianto che hanno effettuato i sopralluoghi e firmato l’agibilità, confermando la rispondenza alle normative. Non avevo con me il calibro”, ci dice tra il serio e il faceto l’ingegner Fabio Cirello che segnala l’episodio, “ma dubito fortemente che le norme UNI 13200, attualmente in vigore in materia di arredi e spazi destinati agli spettatori negli impianti sportivi, siano state rispettate per questa fila di posti. Per carità, i problemi veri sono altri, gli errori possono capitare e non ne va fatta una colpa; ma la presenza di una, o più d’una, responsabilità credo vada evidenziata. Decisioni che non hanno impedito di mettere i posti in vendita al pari di tutti gli altri della tribuna, costringendo decine di spettatori ad attendere l’inizio della sfida promozione in piedi. È stato ben più duro digerire la sconfitta dei ragazzi sul campo, specie per chi come me da bambino incitava in piedi per 90 minuti Ascagni e De Falco dalle gradinate del Grezar, con il rivolo d’acqua dell’ombrello di chi stava un gradino più su che ogni tanto scendeva nel colletto del giaccone. Anche una segnalazione al posto dell’indifferenza può evitare disagi al prossimo e ricordare che, se gli sbagli fanno parte ‘del fare’, il correggerli fa parte dell’onestà e dell’etica professionale. Ed è una pronta soluzione ad un piccolo problema che mi auspico per il nostro stadio. Basterebbe anche il ritiro dalla vendita dei posti ‘incriminati’. Se non altro per amor patrio: immaginate il prossimo 20 giugno cosa possa pensare un animo di teutonica precisione giunto a tifare la sua Under 21 dalla Baviera o dalla Sassonia e seduto, anzi in piedi, nella fila 24 del settore N”. Senza interporre un Call Center, o uno steward poco più che ventenne lasciato assieme ai tifosi in piedi come Daniele nella fossa dei leoni, a spiegare che un tedesco di due metri d’altezza, la’, fra seggiolino e balaustra, proprio non ci sta.

[r.s.]

 

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