12.06.2019 – 20.16 – Incontriamo Massimo Varrecchia, nuovo presidente della Società Ginnastica Triestina eletto dall’assemblea di ieri 11 giugno al posto dell’uscente Marco Fumaneri, nella sede al piano più alto della storica struttura ottocentesca. Molti spazi, quelli che la SGT – Ginnastica Triestina ha a disposizione: palestre altissime, angoli vuoti; un modo diverso di concepire lo stare assieme in un ambiente chiuso e lo sport stesso, un modo da Ottocento appunto, ed è proprio da questo che iniziamo.
Presidente Varrecchia, questa sarà anche un po’ la sua casa, adesso.
Si, sicuramente. Durante tutta l’estate penso, e poi anche all’inizio della prossima stagione sportiva. C’è molto da fare; tante cose.
Com’è andata l’assemblea di ieri?
Bene. Devo dire la verità: bene. Una grande partecipazione, 249 soci, persino più alta di quello che speravo. L’unico dispiacere, l’assenza quasi completa del direttivo uscente compreso il presidente Fumaneri, che ha lasciato solo un passaggio di consegne documentale. Non di persona ma fatto per lettera, che ho letto subito alla fine dello scrutinio. Un peccato. Per questo vorrei ringraziare le segretarie, che hanno agevolato molto l’assemblea e le procedure necessarie.
Lei parte dall’estate, quindi dal momento in cui le attività sportive vanno per un po’ in pausa o quasi. Ma trova una situazione difficile sul piano finanziario e amministrativo.
Direi: una situazione complessa. Tanto disordine. Ruoli degli uffici di segreteria, da reimpostare. Modi in cui vengono utilizzati gli spazi della Ginnastica Triestina, da ripensare e ottimizzare. Metodi da usare per rendere più funzionale il sistema, da identificare e implementare rapidamente, sulla base di alcune idee che abbiamo già discusso prima dell’assemblea. Contratti in essere da analizzare e razionalizzare. Questa è la base dalla quale partire.
Da dove inizierà?
Dall’analisi degli spazi e dei costi fissi della SGT, e dai contratti con gli istruttori. I contratti con gli istruttori vanno definiti prima dell’inizio dell’anno accademico sportivo, a settembre. A giugno vorrei incontrarli già tutti, definire e firmare. Finora questo non è stato fatto, si iniziava l’attività e i contratti si facevano dopo; non è corretto.
E se poi non c’è un numero sufficiente di iscritti?
Vorrà dire che quell’anno non si farà quella disciplina ma qualcos’altro. A livello storico è improbabile che accada: può esserci un maggiore o minor numero di iscritti ma molto difficilmente una cancellazione della disciplina.
Mi diceva di spazi vuoti all’interno della vostra struttura.
Ce ne sono, e dobbiamo ottimizzarli. È naturalmente anche a causa del tipo stesso di struttura, la Ginnastica Triestina è ottocentesca ed è stata pensata molto diversamente. Dobbiamo capire quali costi possa comportare il rendere fruibili questi spazi vuoti, e quali attività collocarci. Un’idea è anche quella di riaprire l’ambulatorio medico per le visite direttamente qui in sede.
Pensate di riattivare anche le attività estive?
Sicuramente qualcuna si. Probabilmente, già a settembre inizieremo con il doposcuola. Si era già provato in passato, senza grande successo purtroppo; non era stato però un problema di mancanza di presenza, la Ginnastica Triestina è piena di bambini in quegli orari. Occorre trovare un sistema di doposcuola elastico, forse assieme a un’associazione che dia una mano. E poi per la parte estiva: corsi multidisciplinari. Non più settimana di basket, o settimana di Judo, ma in una settimana far scoprire diverse discipline. Quegli sport che sono, solo fra virgolette, ‘minori’.
Come mai si è avvicinato così tanto alla vicenda della Ginnastica Triestina, trasformandola in una passione e candidandosi a presidente?
È mia figlia la vera ‘colpevole’. Pratica da tanti anni la scherma; frequentando la palestra assieme a lei, ho incontrato gli istruttori e molti altri soci, stringendo amicizie. L’insegnante di scherma ha poi iniziato a chiedermi un aiuto per capire alcune cose della gestione e del bilancio che non le erano chiare. Avvicinandomi a queste questioni, ho notato alcune ingiustizie, per me eclatanti. E da lì, poi, il mio pieno appoggio, fino alla proposta di candidarmi come presidente. Non ho paura delle sfide, e ho dato la mia disponibilità.
Gli sport ‘minori’, a Trieste, però ‘minori’ non sono affatto. Ci sono state e ci sono notevoli eccellenze nel campo dell’atletica, della scherma stessa, del pattinaggio e molto altro.
Cercherò infatti di creare anche sinergie con le altre associazioni sportive. E iniziative di sostegno, non solo per lo sport. A settembre, e probabilmente si farà, cercheremo di fare anche noi qualcosa per il Burlo Garofolo, per l’acquisto di attrezzature o di qualcosa di cui hanno bisogno e che ci segnaleranno.
La Società Ginnastica Triestina, però, non ha problemi d’iscritti, è vero?
Non c’è un problema di basse iscrizioni. L’anno scorso abbiamo avuto attorno ai novecento iscritti, qualcosa di più. L’anno prossimo avremo probabilmente un incremento delle iscrizioni dovuto alla riapertura della sezione di pallavolo, accordo che stiamo definendo in questi giorni. Il problema d’iscritti quindi non c’è; il problema di liquidità, che si trascina da decenni, è dovuto, e lo si sa molto bene, alle spese fatte in tempi passati in modo non corretto e alle pesanti rate di mutuo rimaste. La gestione ordinaria della Società Ginnastica Triestina è sana.
La mancanza di liquidità e il problema dei mutui finiscono però per portare la SGT, periodicamente e in maniera ricorrente, in crisi finanziaria.
È una situazione che conosciamo bene, ne stiamo già parlando con banche importanti presenti sul territorio di Trieste, e stiamo lavorando per disegnare un sistema che permetta l’assorbimento e la rinegoziazione dei mutui su un tempo più lungo diminuendo le rate. L’esposizione attuale, con MPS, è attorno ai 500 mila euro; non è poco, e questa cifra, con la sua rata equivalente, incide su ogni gestione mensile delle attività. Con la forza della partecipazione dei soci alle ultime assemblee, del numero di iscrizioni e dell’affetto e interesse che hanno dimostrato, torneremo a chiedere anche il sostegno delle istituzioni, che già fanno molto – ma le coinvolgeremo ancora di più. Vorremmo chiedere un contributo anche per la struttura stessa oltre a quello per le attività sportive.
Avevate pensato anche a un piano di contribuzione da parte dei soci stessi?
Anche questo si vedrà a settembre, stiamo verificando la possibilità di creare la figura di socio sostenitore che possa versare una quota maggiorata, liberamente, per contribuire con un importo forfetario al ripianamento del debito della SGT. Parliamo di importi non elevati, che se versati da un certo numero di soci darebbero un grosso aiuto.
Gli sponsor privati parteciperanno?
Dopo l’assemblea e il cambio dei vertici della SGT dobbiamo capire quali sponsor rimarranno e su quali altri ci sarà un avvicendamento. Trovare sponsor privati per i nostri sport non è facile, tranne che per le discipline di squadra. Per attività come scherma, judo e danza è più complesso data la minore visibilità. Cercheremo di trovarli, indirizzandoli anche in questo caso verso la struttura nella sua interezza piuttosto che verso la disciplina specifica. La “Ginnastica Triestina” ha un cuore grande e sono certo che a settembre lo dimostreremo.
Grazie ancora, e buon lavoro.
[Massimo Varrecchia, nato a Trieste nel 1974, è libero professionista e geometra da oltre vent’anni. Consulente del Tribunale di Trieste per le cause civili immobiliari ed edilizie, è stato amministratore di beni di proprietà uniche e amministratore di società edili, triestine e consortili con presenze in altre città del Friuli Venezia Giulia, in Emilia Romagna e Lombardia; è anche amministratore di condomini. Già da tempo segue con passione le attività delle associazioni triestine del terzo settore e del volontariato]


