09.06.2019 | 10.00 – Oggi, alle ore 13:00, allo stadio Hainaut di Valenciennes (Francia), per la nostra nazionale di calcio femminile, avrà inizio il mondiale ‘’FIFA Women’s World Cup 2019’’.
Dopo 20 anni di assenza dalle scene internazionali, l’undici azzurro/rosa italiano è pronto a dire la sua in un torneo dove Stati Uniti, Francia e Inghilterra, (paesi in cui il calcio femminile vanta una grande considerazione), sembrano le principali compagini da battere.
Tra le grandi protagoniste che quest’anno porteranno in alto il tricolore, la triestina Sara Gama, capitano azzurro e difensore della Juventus Women.
Sara, nata a Trieste nel 1989 da madre italiana e padre congolese, si è formata nelle giovanili del Zaule e della Polisportiva San Marco di Villaggio del Pescatore.
Dopo un prolifico triennio nel ‘’Tavagnacco’’, è un terzo posto in Serie A, nel 2010 ha militato nella United Soccer League statunitense, presso il team femminile losangelino ‘’Pali Blues’’.
Ritornata in Italia nel 2012, ha firmato un contratto di un anno con il ‘’Brescia’’, collezionando 25 presenze e 3 gol.
A fine stagione, si ripresenta l’opportunità straniera e si trasferisce a Parigi presso il ‘’PSG Femminine’’ dove, tuttavia, giocherà solo le prime tre partite di campionato a causa di un brusco infortunio.
Durante l’estate 2017, Sara viene chiamata al cospetto della mole dalla neonata ‘’Juventus Women’’ dove milita attualmente, e dove ha conquistato ben due scudetti consecutivi (2018-2019).
A chi le chiede come mai abbia scelto il calcio come sport da praticare, lei risponde così:
‘’Ho sempre giocato a calcio, fin da quando ero piccola. Ho imparato probabilmente prima a calciare che a camminare. Mi ci sono avvicinata perché era scritto nelle stelle.
Dico questo perché nessuno nella mia famiglia giocava a calcio. Avevo sempre la palla tra i piedi e a 7 anni, il mio migliore amico mi invitò a fare due tiri con la sua squadra. Da quel giorno cominciai a giocare in una squadra vera.
Oggi, indossare la maglia azzurra per me è un grande onore e una grande responsabilità sopratutto per il fatto di farlo in un momento così particolare per il calcio femminile, in cui sempre più persone stanno superando i loro pregiudizi e si stanno appassionando a noi giocatrici e a questa categoria. Molte bambine si stanno appassionando a questo sport e non di rado, a fine partita, corrono verso di noi per abbracciarci e chiederci un autografo.
Per arrivare al cuore della gente c’è solo un modo ed è quello di mostrarsi per quello che siamo realmente e trasmettere la nostra passione. Chi segue le nostre partite riesce a cogliere nei nostri sguardi e nei nostri gesti, la genuinità e capisce da dove arriviamo e quanto stiamo lottando per colmare il gap (NDR: quasi esclusivamente italiano) che ci distanzia dal calcio maschile’’.
Sull’imminente mondiale ha dichiarato:
‘’Sentire che le altre nazionali ci temono è significativo. Siamo migliorate molto negli ultimi due anni e questo pomeriggio scenderemo in campo con questa consapevolezza. Dobbiamo rimanere umili ma senza perdere la determinazione che ci contraddistingue, perché affrontiamo l’Australia; un team che è sesto nel ranking mondiale. Fanno bene a temerci perché non ci faremo cogliere impreparate’’.


