22.05.2019 – 12.08 – Quando avviene una tragedia, che sia un atto terrorista o un disastro naturale, la percezione rimane distante: è avvenuto in quel quartiere, in quella città, in quella nazione. Lontano dal proprio vissuto. Tuttavia questo rischio è in realtà sempre presente e in tal senso Trieste non è un’eccezione: la città annovera infatti tre principali impianti “a rischio di incidente rilevante“, ovvero con una probabilità di avere incendi o esplosioni causate dall’utilizzo di sostanze pericolose. Specificatamente la denominazione “incidente rilevante” è riferita alla possibilità di un disastro ambientale che coinvolga l’intero abitato urbano. Trieste ha tre impianti di questo genere, definibili “sopra la soglia”: la Ferriera di Servola, la Depositi Costieri Trieste SpA e la Alder SpA.
La Commissione Trasparenza ha domandato oggi, attraverso la presidente Bertoni del Movimento 5 Stelle Trieste, quale sia lo stato di applicazione della normativa “incidenti rilevanti” a Trieste. La polizia locale ha confermato che la stesura di un piano di evacuazione esterna di questi impianti è di competenza della Prefettura. I piani di emergenza dovrebbero infatti essere resi pubblici, con possibilità di interventi a livello urbanistico, ma ancora nessuno di questi è stato comunicato ai cittadini. Il vice-comandante Jerman (Polizia Locale) ha però informato che a breve verrà completato il piano di evacuazione esterno per la Alder SpA. Tuttavia ancora nulla è noto riguardo eventuali piani per la Ferriera e Depositi Costieri.
Il rischio di “incidente rilevante”, raramente sollevato, è in realtà problematico a Trieste, perchè tutti e tre gli impianti sono vicini tra loro, con il rischio di un “effetto domino“. Se anche tutti e tre i piani di evacuazione fossero pronti, sarebbe necessario integrarli tra loro, in modo da pianificare un’unica azione coordinata ed efficiente.
Sotto il profilo urbanistico i piani di evacuazione per “incidenti rilevanti” possono prevedere modifiche alle strade e agli edifici. L’ing. Bernetti ha confermato che il piano regolatore andrà modificato a seconda degli impianti. Nel caso però della Ferriera, la zona rimarrà identica per la difficoltà ad agire in un luogo così “denso” di abitati. In quel caso la responsabilità di un’evacuazione andrà tutta al piano vero e proprio, senza “prevenire”, ad esempio modificando le strade o eliminando elementi “problematici” o di ostacolo per i soccorsi.
La normativa per gli impianti industriali soggetti “a rischio di incidente rilevante” viene anche chiamata “Seveso“, a seguito del disastro ambientale avvenuto nell’omonima città, quando una fabbrica rilasciò grandi quantità di diossina TCDD avvelenando per chilometri la bassa Brianza (10 luglio 1976).


