“Tecniche di incontro”, Paolo Rumiz e le “esperienze di un viaggiatore impenitente”

15.05.2019 – 12.00 – Domani, giovedì 16 maggio, alle ore 18.00, presso l’Aula Magna della Scuola Interpreti e Traduttori dell’Università degli Studi di Trieste, in via Filzi 14, si svolgerà “Tecniche di incontro“, il primo appuntamento nell’ambito del progetto “Ufo residenze d’arte non identificate”, ideato e diretto dall’attrice, regista e drammaturga Marcela Serli per il Teatro La Contrada di Trieste, nato per aprire un dialogo creativo tra gli artisti, la città di Trieste e le sue comunità culturali e scientifiche attorno ai temi del nostro presente attraverso le arti.

L’evento che si svolge sotto l’egida di proESOF, si inserisce nel più generale intento da parte dei sostenitori del progetto, il MiBACT e Regione FVG di incrementare su tutto il territorio le residenze d’arte insieme ai partner quali l’Università degli Studi di Trieste, la SISSA, il Conservatorio G. Tartini di Trieste e, novità di quest’anno, l’ICTP, il Centro internazionale di fisica teorica Abdus Salam. Luoghi quindi che solitamente si delineano come spazi di ricerca e che durante le residenze si trasformeranno in spazio performativo; istituzioni che da moltissimi anni operano sul territorio ospiteranno per l’occasione artisti contemporanei in linea con il tema complessivo, individuato e proposto dalla direzione artistica in un dialogo continuo con le istituzioni.

Quest’anno ad essere coinvolti saranno diversi nomi importanti e riconosciuti in ambito internazionale a partire da Paolo Rumiz, scrittore, editorialista e giornalista triestino, tra i più grandi esperti e amanti di viaggi, che in questo primo incontro racconterà il suo modo di approcciare e incontrare le persone. Tra i temi di questo secondo anno del progetto inoltre, vi sarà anche il “narrare camminando”, caratteristico di questo autore triestino.
Rumiz, ultimo grande viaggiatore dei nostri tempi, dialogherà assieme al pubblico su come sia possibile adeguare l’andatura ai luoghi, attirare l’attenzione di un possibile interlocutore,  scegliere il vestito giusto in territori potenzialmente ostili, e ancora come raccogliere appunti senza dare nell’occhio, come sopravvivere con un bagaglio leggero e tanti altri trucchi utili, rivelati da un viaggiatore che si autodefinisce “impenitente”.