Movimento 5 Stelle, “Trieste Servizi è una soluzione sbagliata ad un problema reale”

30.05.2019 – 18.09 – Oggi in terza commissione del Comune di Trieste è stata presentata la petizione popolare che chiede l’istituzione di una società in-house che vada a svolgere una serie di servizi, dalle mense scolastiche alle pulizie al portierato. L’obiettivo reale è quello di dare stabilità ai lavoratori precari attualmente alle dipendenze dal Comune di Trieste tramite appalti al ribasso che si sono tradotti nello sfruttamento dei lavoratori stessi che in molti casi hanno persino dovuto rivolgersi ai servizi sociali per chiedere un’integrazione al reddito. Se il danno deriva da un capitolato d’appalto che non quantifica adeguatamente il lavoro da fare, la beffa deriva dalla proposta di una soluzione che non risolverebbe il problema perché oggi in commissione il direttore dell’area finanza e partecipate Vincenzo Di Maggio ha confermato che una società in-house partecipata al 100% dal Comune non potrà assorbire i lavoratori degli appalti tout-court ma dovrà assumerli mediante concorso.

Se il problema socio-economico di questi lavoratori è stato risolto con l’affidamento di servizi extra da svolgere il sabato, la soluzione prospettata non risolve perché i dipendenti di una partecipata comunale devono per legge essere assunti per concorso e quindi la Trieste Servizi non potrà assorbire i lavoratori precari attualmente in difficoltà. La definizione di un capitolato chiaro”, concludono i consiglieri M5S Cristina Bertoni e Domenico Basso, “che consenta di definire le ore lavorate e una legge sul salario orario minimo garantito, consentirebbero al Comune di appaltare in modo efficiente, efficace ed economico oltre che equo per i lavoratori.”

[c.s.]

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