Energia elettrica, ecosostenibilità e risparmio: quali sono le soluzioni?

06.05.2019 – 10.10 – Secondo l’Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile (Ons), il 74 % degli italiani, ovvero più di 37 milioni di persone lungo tutto lo stivale, si ritiene appassionato alle tematiche dell’ecosostenibilità. Numeri non indifferenti, soprattutto se si conta l’aumento percentuale di tale dato, aumentato del 15% rispetto l’anno scorso e del 31% dal 2015.
Il green sta diventando il nuovo leitmotiv dell’Italia e questa non può che essere una buona notizia: essere rispettosi verso l’ambiente e adottare metodi di vita sostenibili per l’ecosistema è doveroso, ma spesso complesso. La vita di ogni giorno ci richiede impegno per attuare gli accorgimenti che non sempre ci vengono naturali, ma che ora più che mai sono necessari: raccolta differenziata, acquisto di prodotti riciclabili, utilizzo di detersivi non dannosi per l’ambiente, ecc.

Tra questi accorgimenti il risparmio sull’energia elettrica si presenta altrettanto necessario e doveroso.
Numerosi sono gli italiani che hanno scelto, nel contesto del mercato libero dell’energia elettrica, di appoggiarsi a fornitori green per i propri consumi. Diverse, (e il numero è in continua salita), sono anche le persone che hanno deciso di installare presso le proprie abitazioni degli impianti fotovoltaici per l’autoproduzione di un’energia pulita e sostenibile.
Ma come funziona tutto ciò? E quali sono i costi dietro a tale installazione?
Mediamente un impianto fotovoltaico con “scambio sul posto”, quindi privo di batterie per l’accumulo dell’energia prodotta in eccesso, costa circa 8mila euro. Ovviamente il prezzo aumenta notevolmente per le batterie e varia da azienda ad azienda per tipologia di materiali utilizzati, garanzie, ecc. Quindi premettete il valore medio che ho indicato come idea generale di spesa.

Fortunatamente nel 2019 le istituzioni hanno introdotto un nuovo ecobonus, che permette, alle famiglie che ne usufruiscono, di ottenere una detrazione fiscale del 50% sulla spesa dell’impianto, comprensivo di batterie per il stoccaggio.
Le varie aziende fornitrici sono diventate molto competitive dal punto di vista dei prezzi e dei materiali utilizzati e ciò ha spinto ad un’impennata non indifferente nell’evoluzione tecnologica. Le tipologie di impianto possono essere monofacciali (maggiormente performanti e dalle dimensioni più contenute) o bifacciali, nuova generazione di fotovoltaici che non produce energia solo nel versante rivolto verso la luce solare, ma anche dalla parte posteriore.

L’energia elettrica prodotta dal singolo può essere venduta al GSE, gestore dei servizi elettrici, tramite il cosiddetto “scambio sul posto” che permette all’utente di vendere (ad un prezzo predefinito con l’Autorità) i Kwh non utilizzati e immetterli in rete. In caso di presenza di batterie, tale energia viene immagazzinata per il proprio utilizzo (pena la perdita di una piccola parte di energia per le fasi di carica e scarica): ecco come funziona a grandi linee un impianto fotovoltaico.

Ma le novità in questo contesto non sono finite. Infatti, numerose sono le aziende che forniscono, assieme all’impianto stesso, la colonnina elettrica per la ricarica delle auto di questo tipo. Infatti lo stoccaggio dell’energia, (da tenere presente che il costo delle batterie è diminuito di oltre l’80% in meno di un decennio), favorisce l’utilizzo della propria elettricità prodotta per caricare l’auto o utilizzare i propri elettrodomestici e pompe di calore a qualunque ora del giorno e della notte.

Essere sensibili nei confronti dell’ambiente tramite energie rinnovabili diventa ogni giorno più conveniente, ma questo frammento di mercato risulta ancora difficile da scoprire e, si sa, ciò che non si conosce spaventa. Per questa ragione è fondamentale, per poter avere tutte le informazioni necessarie, contattare esperti che possano, in maniera semplice, chiara e sincera, rispondere ai dubbi e verificare quale soluzione sia migliore sia nella fornitura, sia negli impianti, sia nel portafoglio. Nella nostra città questi esperti, che hanno fatto del green la propria mission, ci sono. Perché, in fondo, non c’è un pianeta B.

Manuel Flaugnacco

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