05.05.2019 – 22.39 – Dopo aver corso testa a testa con le migliori d’Italia, l’Alma sembra essere arrivata stanca allo sprint finale. Quella andata in scena al PalaRubini è stata una sfida in cui la differenza l’hanno fatta le cose semplici: ha vinto chi ha sbagliato meno, una Sassari non da stropicciarsi gli occhi, solo più concreta di un’Alma che, da primatista nei centri da tre, ha tirato col 27%. Una serata stregata, un avversario troppo in salute per le residue energie dei biancorossi, esauritesi vistosamente col passare dei quarti (il 5-22 del terzo quarto parla da solo).
Tra i sardi, freschi di Fiba Europe Cup e in striscia positiva da 14 partite tra coppa e campionato, non ce la fa Tyrus McGee, mentre Jaime Smith e Jack Cooley ci sono ma non al meglio: il primo ha una caviglia malconcia e il secondo è stato colpito da un attacco influenzale poche ore prima della partita. C’è anche Goran Dragic ad assistere alla partita più importante della stagione dell’Alma. Dalmasson ci arriva con la squadra al completo, tranne le solite piccole precauzioni d’uso per Fernandez e Strautins, lo stadio pieno e un occhio alla diretta dagli altri campi. L’aritmetica non condanna ma Varese e Cantù hanno raggiunto i biancorossi a 40′ dal termine. La Sassari versione d’asporto fa paura: i ragazzi del Poz si esprimono meglio in trasferta con rapporto vittorie-sconfitte in perfetta parità 7-7, ma Trieste ha il terzo miglior rendimento casalingo del campionato, primo attacco e prima per triple.
La tripla di Sanders in apertura porta avanti i giuliani, Da Ros corregge un appoggio sbagliato da Dragic ma Thomas lo mette in difficoltà nel pitturato e riporta avanti Sassari 7-10.
L’ala slovena dà preoccupanti avvisaglie di imprecisione da sotto, non altrettanto l’eroe di coppa Pierre (anche stasera decisivo con 21 pt) che appoggia in contropiede 9-14 e consiglia il timeout al coach mestrino. Sottocanestro l’Alma fatica, anche perché i sardi difendono con caparbietà, e Knox non sgomma in apertura come fa di solito; sull’altro fronte con una tripla dall’angolo Carter fa +8. Peric risveglia l’Allianz Dome leggendo in anticipo il passaggio orizzontale di Thomas e insaccando, ma un’altra bomba di Carter manda in doppia cifra il vantaggio ospite a fine primo quarto (13-23).
Alla ripresa Fernandez è impeccabile ai liberi, poi un contropiede di Peric e una tripla di Sanders riportano i biancorossi sopra la soglia di entusiasmo, ma la fisicità di Sassari è difficile da contenere. Si accendono le bocche da fuoco: Gentile e Spissu da una parte, Cavaliero dall’altra cannoneggiano da fuori, poi un 4-0 firmato Thomas rimette 8 punti di distanza. Pierre segna da tre ma gli rispondono per le rime e senza sbavature Dragic e Strautins. Tuttavia verso la fine di frazione l’intensità difensiva dei biancorossi cala: Cooley sguazza in post, Pierre dall’angolo e Spissu in transizione li spediscono a -11. Strautins con una bomba e Dragic da sotto riducono a 6 le distanze all’intervallo, e per come sono andati i primi 20’ all’Alma va bene così.
Si rientra in campo e un break di 4-0 ospite dà il benvenuto a Trieste, che da sotto sbaglia tanto con un Dragic in serata stregata sulle entrate. La Dinamo difende con attenzione, in attacco si appanna in un terzo quarto impreciso da entrambe le parti. Ai giuliani però non entra niente, neanche le triple di Fernandez, e ci vogliono 6’30’’ minuti per vedere Mosley sbloccare il tabellino sfruttando un alley oop. Poi l’irritazione del palazzetto verso l’arbitro, serpeggiante da tutto l’incontro, raggiunge l’acme sul fallo più tecnico fischiati a Peric che fa imbufalire Mauro, allontanatosi protestando, Thomas fa 3\4 ai liberi e dà il via a un parziale sardo (6-15) devastante che scrive 46-69 a 10’ dal termine.
Ci sarebbe ancora un ultimo quarto da giocare, ma l’Alma non ci prova nemmeno scarica com’è, e gli ultimi minuti sono di cortesia, con la Curva Nord commovente a incitare fino alla fine. 65-86. Fine della storia? “Definitely maybe” direbbero gli Oasis.
[foto: Fabrizio Ruzzier]














