16.04.2019 – 16.30 – Trieste, a detta di molti è musicalmente morta, o se non proprio morta è perlomeno morente e inferma. Ci sono pochi locali, poche opportunità e poche proposte che concedano spazio a chi vuole fare, vedere e vivere musica. Ed è una questione che riguarda e incrimina (quasi) tutto il triveneto.
Con queste parole forti inizia l’intervista al giovane gruppo musicale “Sindrome di MA”, formato da 4 ragazzi triestini: Giacomo, Lorenzo, Francesco e Andrea. Andrea Morgese, classe 1996, suona il basso, e studia Ingegneria Gestionale. Francesco Savi, nato nel 1995, suona la batteria e studia Servizio Sociale. Lorenzo Moro, del 1996, frequenta Philosophy, International & Economics Studies alla Ca’ Foscari di Venezia. Giacomo Sasso, anch’egli classe 1996, cantante e secondo chitarrista. Da poco laureato in Ingegneria Biomedica, procede gli studi con la specialistica. Non c’era nessuna amicizia pregressa tra noi, il che ha reso più enigmatico e intrigante lo sviluppo del progetto stesso.
La loro musica è indie-rock/indie-pop, i testi sono tutti in italiano. Ognuno porta con sé le proprie esperienze musicali precedenti e le proprie influenze, che spaziano da gruppi come The Strokes, Mac Demarco, The Kooks, ad altri come Canova, Cani e Boy Pablo.
Un gruppo davvero interessante perché è riuscito a dare priorità alla scrittura (musicale e testuale) delle canzoni e d è alla ricerca di uno stile proprio in continua evoluzione.
Abbiamo chiesto direttamente a Giacomo, scrittore dei testi del gruppo, se i “Sindrome di MA” hanno in previsione delle date per futuri concerti.
Giacomo: Attualmente non abbiamo date future definite. Uno dei nostri più grandi desideri è quello di creare degli eventi che coinvolgano tutta la città: le cosiddette “serate” sono spesso monotematiche e si esauriscono nelle solite feste in discoteca con le stesse playlist. Qualcuno afferma che un prodotto commerciale funzionante non ha senso che venga cambiato, ma noi crediamo la mancanza di alternative faccia in modo che i fruitori di tale prodotto continuino a consumarlo piuttosto che non consumarne alcuno, anche se stufi o desiderosi di altri paesaggi.
Non siamo politicamente impegnati, ma le nostre canzoni si prestano a diversi livelli di lettura. Inoltre, tutte le canzoni che più ci piacciono le registriamo e le (auto)produciamo. Quando possibile ci avvaliamo dell’aiuto di altri amici, ed è così che le canzoni vengono accompagnate da videoclip.
Nel nostro lavoro c’è molta passione e il pubblico che ci segue lo ha perfettamente capito. Vedere la sala gremita di persone nella serata musicale a tema indie al Loft, ci ha fatto percepire il calore dei fans che non finiremo mai di ringraziare per tutto il supporto offertoci in questi anni.
Per chi ancora non vi conosce?
Giacomo: per quelli che ancora non ci conoscono, consigliamo di seguirci nella nostra pagina facebook


