Raccolta rifiuti a Muggia, Litteri: “Dopo un anno, è tempo di fare dei bilanci”.

05.04.2019 – 16.07 – “Dopo un anno di raccolta porta a porta è tempo di fare dei bilanci, soprattutto in vista dell’approvazione del Piano Economico Finanziario del Servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti”. Così l’Assessore del Comune di Muggia, Litteri, in una nota inviata alla stampa nel contesto relativo alla raccolta porta a porta in vista dell’approvazione del Piano Economico Finanziario del servizio stesso di raccolta e smaltimento dei rifiuti muggesani, costituito di una parte di raccolta e pulizia delle strade e di una parte di smaltimento dei rifiuti, entrambe comprese nella Tari. “Il passaggio al nuovo sistema di raccolta dei rifiuti”, prosegue Litteri, “ha portato ad una drastica riduzione del 50% nella produzione di rifiuto indifferenziato; siamo passati da una produzione annua di quasi 4000 tonnellate nel 2017 alle 2300 tonnellate del 2018 e, considerando che nei primi 3 mesi del 2018 la raccolta veniva effettuata ancora con i cassonetti stradali, stimiamo nel 2019 di arrivare a quantitativi inferiori alle 2000 tonnellate.

Questo risultato fa bene all’ambiente, ma fa bene anche all’economia del Comune di Muggia. Infatti all’inizio dell’anno ci sono stati notevoli rincari nelle tariffe da parte dei gestori degli impianti di smaltimento di tutte le tipologie di rifiuto, ovviamente in modo indipendente dalla volontà del Comune. In particolare lo smaltimento del secco residuo è passato da 155 a 173 euro a tonnellata, per cui, se nel 2019 producessimo la stessa quantità di secco residuo del 2017, spenderemmo 700.000 euro per lo smaltimento. Per il 2019 prevediamo invece di spendere attorno ai 350000 euro, con un risparmio quindi di circa 350000 euro. Abbiamo però un aumento del costo del servizio, passato da 750.000 a circa 1.000.000 di euro, sia perché la raccolta porta a porta è più costosa di quella stradale, sia perché abbiamo incrementato di molto la frequenza dello spazzamento stradale.

Fatta la somma tra risparmi e aumenti, ci sarebbe stata complessivamente una diminuzione di circa 100.000 euro nei costi della gestione dei rifiuti prima e dopo il PaP. Infine nel PEF presentato dalla NET S.p.a. è comparsa la voce “servizi accessori extra”, che ammontano a 240.000 euro, all’interno della quale si fa riferimento a campagne informative che non sono state richieste e si comprendono servizi che la Net qualifica come aggiuntivi e che invece riteniamo siano parte integrante del servizio di raccolta porta a porta e quindi già comprese nei costi pattuiti. Per questo motivo andremo all’approvazione di un Piano Economico Finanziario nel quale non riconosciamo questa voce in più e che in seguito ci riserviamo di contestare nei modi che la legge ci consente”.

[c.s.]

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