È morto Massimo Bordin. “Radio Radicale” perde la sua voce.

17.04.2019 – 20.51 –  Si è spento oggi, dopo una lunga malattia che aveva affrontato in modo riservato e coraggioso, chiedendo di poter rimanere al suo posto al microfono e lottando contro la tosse, il giornalista Massimo Bordin, 67 anni. Nella settimana iniziata con il colpo di scure sulla convenzione per la trasmissione delle sedute del Parlamento da parte del sottosegretario con delega all’editoria, Vito Crimi, seguita poi ieri da una dichiarazione più fiduciosa di Stefano Patuanelli in un dibattito che sembra molto interno al Movimento 5 Stelle, “Radio Radicale” perde la sua voce storica.

Di “Radio Radicale”, Massimo Bordin, nato a Roma nel 1951, è stato il direttore dal 1991 al 2010, anno in cui è dimesso dopo un nuovo, e questa volta da lui giudicato insanabile, scontro di opinioni con Marco Pannella. I dialoghi, e le divergenze, fra i due, erano stati frequenti e accesi, ma l’amicizia non era mai venuta a mancare, così come le lunghe chiacchierate ai microfoni della radio la sera tardi, fino alla morte dell’amico. E Bordin era poi rimasto al suo posto con “Stampa e Regime”, la rassegna che ogni giorno accompagnava il mattino di chi, attraverso le sue lucide, intelligenti analisi, voleva sentire una voce fuori dagli schemi, ironica di quell’ironia elegante da giornalista all’inglese, anticonformista, priva di parole vuote. Una voce colta, di una cultura fatta di sostanza. Che non aggrediva mai, ma che non perdonava neanche una parola e tagliava come un rasoio, bassa e decisa, se quella parola era fuori posto. Una voce che ora mancherà.

Roberto Srelz
Roberto Srelzhttps://trieste.news
Giornalista iscritto all'Ordine del Friuli Venezia Giulia

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